Arci Caccia:
“Ferma condanna per l’avvelenamento degli orsi”
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“Atti di crudeltà ingiustificabili,
pronti a collaborare per trovare i responsabili”
“Condanniamo con fermezza i terribili e spregevoli episodi che
si stanno verificando nel parco nazionale dell’Abruzzo”: Osvaldo
Veneziano, presidente nazionale Arci Caccia, commenta la serie
di avvelenamenti nei confronti degli animali verificatesi in
questi giorni.
“La nostra associazione - continua - ha richiesto immediatamente
alle proprie guardie venatorie di intensificare i controlli per
evitare ulteriori ed ingiustificabili atti di crudeltà. L’Arci
Caccia propone inoltre di istituire un coordinamento con i corpi
di polizia dello Stato e la vigilanza delle associazioni
ambientaliste ed agricole per potenziare e rendere più efficace
il presidio territoriale”.
“L’Arci Caccia - conclude Osvaldo Veneziano - si sempre battuta
contro il bracconaggio e l’uso di bocconi avvelenati: pratiche
incivili ed irresponsabili pericola per i cani e per tutte le
specie selvatiche E’ comunque necessario, al tempo stesso,
evitare che questi episodi vengano strumentalizzati a danno
dell’immagine del cacciatore responsabile che opera da sempre
nel rispetto dell’ambiente e della legalità. Chiediamo, al
contrario, che tutto l’associazionismo si costituisca
unitariamente parte civile contro questi delinquenti”. |
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Decreto Zps. Il parere
condizionato delle Regioni
Il 20 settembre si è riunita a Roma la
Conferenza delle Regioni per esaminare la proposta di decreto
sui criteri minimi di salvaguardia per le zone di protezione
speciale avanzata dal Ministero dell’Ambiente. La Conferenza ha
espresso, a maggioranza, il parere favorevole condizionato alla
riscrittura di alcune parti del decreto stesso. Anche il
Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale convocato nei
giorni precedenti su richiesta dell’Arcicaccia aveva espresso la
richiesta di introdurre nel decreto alcuni emendamenti
migliorativi. Ora sarà il ministro dell’Ambiente a trarre le
conclusioni dell’intera vicenda. Di seguito il parere della
Conferenza e la bozza del decreto. In allegato il precedente
decreto, poi decaduto per decorrenza dei termini.
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PARERE
ESPRESSO DALLA CONFERENZA DEI PRESIDENTI NELLA SEDUTA
DEL 20 SETTEMBRE 2007 su Decreto “Criteri minimi ZPS”
Continua > |
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Certi
“ furbetti”
del quartierino
di
Marco Ciarafoni |
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Continua il tormentone sulle Zone di Protezione
Speciale. Mentre andiamo in stampa, dal Ministero dell’Ambiente
filtra l’ennesima bozza del decreto che dovrebbe stabilire i
criteri minimi uniformi per la definizione da parte delle
regioni delle misure di salvaguardia delle Zps.
Non trattandosi di un documento ufficiale è d’obbligo il
condizionale nel commentarne il percorso e i contenuti.
La prima valutazione da fare è che la traccia del decreto
ripercorre una strada desueta che appartiene alla notte dei
tempi quando sulle regole della caccia, proposte e decisioni
venivano assunte con il metro dello scontro ideologico e delle
pregiudiziali.
Un ritorno al passato che è frutto non solo di un rigurgito
animalista ma dell’incapacità di una buona parte del mondo
venatorio,abbandonata la strada ell’autonomia e della
responsabilità,di assumere un profilo riformatore capace di
entrare in sintonia con gli interessi generali della
collettività. Vale a dire che pur di mettere la bandierina su
una vittoria virtuale e assolutamente insignificante rispetto
all’obiettivo strategico della tutela della fauna i “furbetti
del quartierino” che animano da interessati consiglieri le
stanze di via Cristoforo Colombo sono pronti a vendere cara la
pelle della stessa fauna. D’altronde risulta ingiustificabile,
per dei seri ambientalisti, la norma proposta di posticipare una
o due settimane l’apertura generale della caccia nelle zone di
protezione speciale rispetto alla terza domenica di settembre
quale data codificata nella legge 157. Lor signori infatti, pur
di rivendersi il merito di aver ridotto la stagione venatoria,
non hanno trovato di meglio che concentrare a distanza di
quindici giorni migliaia di cacciatori su zone più ristrette
favorendo al contempo un prelievo smisurato e insostenibile.
Arimetterci sono lepri e fagiani? Chissenefrega l’importante è
dare fiato alle trombe della comunicazione e annunciare il
forzato silenzio delle doppiette.
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Fa più presa e forse riesce ad arrotondare le
percentuali da prefisso telefonico così importanti per i
furbetti di cui sopra e così dannose per l’intera coalizione.
Problemi loro comunque e di tutti coloro che ad un certo punto
dovranno spiegare al popolo sovrano che il mandato ricevuto su
un programma è stato apertamente violato. Potremmo ancora
scrivere di tante altre corbellerie inserite in quella bozza di
decreto che riguardano l’addestramento e l’allevamento dei cani
od anche la caccia al cinghiale nel mese di gennaio. Preferiamo
coprire con un velo pietoso. Eppure la disfatta subita in
Parlamento dal precedente decreto, che
pure aveva avuto il merito di garantire la stagione di caccia
ormai alle nostre spalle, avrebbe dovuto consigliare il ministro
Pecoraro Scanio a ricercare soluzioni condivise con le Regioni e
con le forze interessate. Invece si propone addirittura un passo
indietro anche rispetto al decreto di mezzo agosto; buon senso
avrebbe significato ripartire da quel testo e apportare i
miglioramenti che la Commissione Ambiente della Camera, le
Regioni e le forze più avvertite del mondo venatorio, agricolo e
ambientalista avevano a suo tempo sollecitato. A dir la verità
avremmo anche preferito un protagonismo più concreto da quelle
Regioni e da quelle parti politiche che, in occasioni pubbliche,
avevano manifestato un argomentato dissenso. Peraltro sarebbe
altresì importante che le Regioni si attrezzino al confronto con
il ministero con una lingua univoca e non con posizioni difformi
tra assessorati all’agricoltura e assessorati all’ambiente. C’è
il rischio infatti che i soliti “furbetti”, di fronte a tanta
confusione e a tanta inconcludenza, aspettino il sole cocente di
ferragosto, quando tutti sono in ferie compresi i Tar, per
emanare un decreto che nessuno potrà più contrastare e che cadrà
come una mannaia sui cacciatori italiani.
Marco Ciarafoni
(27/06/07)
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Federazione Italiana
A.T.C.
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2°
Rapporto sulla gestione
della fauna in Italia |
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Il 16 luglio 2004 in Roma è stato costituito il
Comitato promotore della Federazione degli ATC e dei CA al fine
di consolidare e far crescere l’esperienza maturata in questi
primi anni di gestione faunistico-venatoria con la diretta
partecipazione e responsabilità delle associazioni di
agricoltori, ambientalisti, cacciatori insieme agli enti locali.
Da qui nasce l’invito ai singoli componenti dei Comitati di
gestione così come ai Comitati nella loro interezza, alle
Amministrazioni locali così come ai singoli consiglieri
comunali, provinciali e regionali ad essere protagonisti della
nascita della Federazione Italiana degli Ambiti Territoriali di
Caccia e dei Comprensori Alpini.
Per far ciò è sufficiente compilare e spedire la lettera di
adesione (cliccando nei link sottostanti)che consentirà di
prender parte all’Assemblea costituente della FIAC che si terrà
nel secondo semestre del 2005.
per informazioni :
http://www.federazioneatc.it/ |
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Il mercatino di
Cacciaweb
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Presentato il 2° Rapporto
sulla Gestione della Fauna in Italia.
Il Rapporto è stato realizzato dall’Osservatorio
Nazionale sulla Gestione Faunistica, lo strumento
promosso da Arcicaccia e Legambiente, che vede altresì
l’adesione della Federazione Italiana dei Parchi e delle
Riserve Naturali, l’Anagritur, la federazione degli
agriturismi italiani, l’Urca, l’associazione dei
cacciatori di selezione dell’Appennino, l’Arci Pesca
Fisa, l’associazione di pescatori delle acque interne,
il Club della Beccaccia, il Corrdinamento Veneto per la
gestione faunistica ambientale e la conservazione della
natura, l’associazione de “I beccacciai d’Italia”.
Ben 228 gli Enti (Province, Atc e Comprensori Alpini,
Aree Protette) che hanno collaborato alla realizzazione
del Rapporto e che hanno fornito all’Osservatorio i dati
e gli obiettivi conseguiti in termini di gestione
faunistica.
Il Rapporto metterà in luce le migliori perfomance
gestionali attraverso la definizione di particolari
indici basati sulle conoscenze acquisite, sulla
partecipazione e sulla costruzione delle capacità
tecniche degli Enti chiamati a svolgere tali mansioni..
continua
->>
(17/09/04)
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Club
Italiano del Colombaccio |

le pagine colombacci.com
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«Bocconi Avvelenati»
L'Urca
aderisce all'iniziativa di Legambiente, Arcicaccia e Cia |
Cacciaweb il Club |
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In relazione alle notizie
di stampa diffuse in questi giorni e relative alla morte
per avvelenamento di alcuni Orsi Marsicani e di due Lupi
avvenuta nel Parco Nazionale d'Abruzzo, URCA Nazionale
comunica di aderire integralmente alla posizione già
manifestata da Legambiente e da Arcicaccia con il
comunicato stampa diramato in data odierna (vedi
www.legambiente.eu). In ragione di ciò l'URCA si
adopererà, in collaborazione con le predette
associazioni, al fine di portare a compimento una
programmata azione di contrasto nei confronti degli
avvelenamenti illegali e clandestini posti in essere.
Deve ribadirsi in questa sede il fermo contrasto dell'URCA
verso queste pratiche che, oltre a violare la legge, si
pongono in contrasto con le più elementari esigenze di
tutela dell'ambiente e della fauna nazionale, creando,
oltre ad un danno irreparabile al patrimonio faunistico,
ampie turbative nella collettività. Tali condotte
illecite, da chiunque siano poste in essere, prestano
altresì il fianco a facili strumentalizzazioni in danno
della figura del cacciatore moderno propugnata e
sostenuta a gran voce dall'URCA. A prescindere - lo si
ribadisca - da chi verrà accertato quale autore dei
gravissimi illeciti, deve evidenziarsi come costui (o
costoro) nulla ha a che spartire con i cacciatori che
s'impegnano quotidianamente nella tutela dell'ambiente
di cui fanno parte e nell'ambito del quale reclamano un
posto cardine: la titolarità di una licenza di caccia
non costituisce, sia chiaro a tutti, sinonimo di
cacciatore. Qualora le Autorità procedenti riuscissero
nella difficile opera di inviduazione dei responsabili,
l'URCA riserva la decisione di costituirsi parte civile
nell'instaurando procedimento penale al fine di chiedere
ai colpevoli il ristoro dei danni arrecati al patrimonio
dello Stato e di quelli, eventuali, da lesione
dell'immagine.
Presidente Urca Nazionale Antonio Drovandi
Ufficio Stampa Urca Nazionale Michele Barillaro
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Finalmente
un momento di aggregazione reale e non più virtuale,
dove gli associati saranno chiamati in prima persona a
partecipare a tutte le manifestazioni organizzate sul
mondo della caccia e non solo.
Leggi il Manifesto e le modalità di adesione |
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CACCIA:
VDA; TETTO ABBATTIMENTI FORCELLO E LEPRE EUROPEA |
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(ANSA)
- AOSTA, 29 SET - L'assessore all'Agricoltura e Risorse
naturali Giuseppe Isabellon, visto l'andamento
meteorologico della stagione estiva e i risultati dei
censimenti condotti sulla specie, ha stabilito che per
la stagione venatoria 2007-2008, il tetto di
abbattimento per il fagiano di monte, o gallo forcello,
e' fissato a 78 capi, di cui un massimo di sette nella
Zona di protezione speciale (ZPS) 'Val Ferret' e un
massimo di sei nella ZPS 'Mont Emilius e Mont Avic'.
Il prelievo dovra' essere distribuito come segue: dal 1
al 29 ottobre 2007 potranno essere abbattuti 47
esemplari (corrispondenti al 60% del totale), di cui un
massimo di quattro nella ZPS 'Val Ferret' e altrettanti
nella ZPS 'Mont Emilius e Mont Avic', mentre dal 31
ottobre al 29 novembre 2007 si potranno prelevare i
restanti 31 capi (il rimanente 40%), di cui tre al
massimo nella ZPS 'Val Ferret' e due al massimo nella
ZPS 'Mont Emilius e Mont Avic'. Questa distribuzione
sara' valida salvo il raggiungimento anticipato dei
tetti di abbattimento. La percentuale di capi
eventualmente non prelevata nel corso del primo periodo
sara' cumulabile con quella prevista per il periodo
successivo; parimenti, gli esemplari prelevati in
eccesso rispetto alla percentuale prevista per il primo
periodo concorreranno al raggiungimento del tetto
complessivo. Il tetto di abbattimento relativo alla
lepre europea e' fissato in 225 capi, suddivisi nei tre
comprensori: e segue: 75 capi in alta Valle, 125 capi
nella media Valle, 25 capi nella bassa Valle. (ANSA).
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…E
SE COMINCIASSIMO DAL NOSTRO INTERNO?
di S.Paparelli |
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Congresso
Csaa: verso un patto federativo con Legambiente |
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Marco Ciarafoni è stato
riconfermato, con voto unanime, alla presidenza
del Csaa (Centro Sportivo e delle Attività per
l’Ambiente): questo l’esito del congresso
nazionale dell’associazione che si è tenuto ,
sabato 23 giugno, presso il Centro preparazione
olimpica Acquacetosa di Roma.
“Sono molte felice di questa elezione, che
conferma la fiducia nei confronti di un gruppo
dirigente che ha operato in questi anni con
impegno e serietà. L’Assise – ha dichiarato
Marco Ciarafoni – ha approvato il documento
congressuale ‘Patto per l’Ambiente e lo sviluppo
sostenibile’: un progetto che vuole fare
dell’Italia un paese moderno e vivibile, attento
ai problemi ecologici ed in prima linea nella
lotta contro i mutamenti climatici”.
“L’associazionismo ambientalista – ha continuato
– è stato capace di sensibilizzare l’opinione
pubblica e porre l’attenzione su problemi che
fino ad ora venivano sottovalutati. Occorre ora
un cambio di passo: è necessario promuovere una
azione di governo
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responsabile, indicando e concertando le
soluzioni dei problemi, senza limitarsi ad
evidenziarli”.
“Dal dibattito congressuale – continua il presidente –
sono emersi due elementi significativi.
In primo luogo, la richiesta al ministero del
riconoscimento del Csaa come Associazione ambientalista:
una proposta che è stata accolta con favore e sostenuta
dalle personalità politiche intervenute come i senatori
Francesco Ferrante (Ulivo) e Nuccio Iovene (Sd). L’altro
elemento riguarda il progetto di un patto federativo fra
Csaa e Legambiente: una scelta che accomuna le due
dirigenze e che porterà ad uno scambio proficuo e
produttivo di esperienze e competenze”.
“Il Csaa è una associazione che opera nell’ambiente e lo
difende. La nostra storia inizia nel 1985. Una
esperienza ventennale significativa che ci ha visto in
prima linea per la salvaguardia e la tutela
dell’ecosistema: dalla sensibilizzazione nelle scuole,
agli interventi di protezione civile, alla promozione
delle tematiche ecologiche. Per questi motivi abbiamo
chiesto al ministero dell’ambiente di essere
riconosciuti come Associazione ambientale”: Benedetto
Valente, eletto segretario generale, ha aperto i lavori
del Congresso ripercorrendo il lavoro ventennale
dell’associazione.
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