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Stefano Camplani



aloa!!!

mi chiamo Camplani Stefano, ho 39 anni, sono coniugato, abito in Vallecamonica (provincia di Brescia) e come tale (Bresciano) sono particolarmente affezionato all'attività venatoria che pratico assiduamente da quando avevo 18 anni (il prima non si dice...ma avendo padre, zii, nonni ed amici cacciatori lascio "il prima" dei 18 anni alla vostra immaginazione!!!)

Ho praticato parecchi tipi di caccia, anche se mi sento (il primo amore non si scorda mai!!) prevalentemente un migratorista.

Per forza di cose (in montagna ci abito!!) pratico attualmente la caccia alla tipica alpina con il cane da ferma, dicasi ..Gallo Forcello (Fagiano di monte), Pernice bianca, Coturnice...

Però vi devo svelare un segreto... a mia grande passione, stroncata quando hanno istituito gli A.T.C., era quella degli acquatici(direte... ridicolo per un montagnino!!) ....per l'esattezza Anatre e beccaccini... credetemi, questi ultimi succede ancora che me li sogno...

In tempi migliori, quando verso novembre la caccia in montagna volgeva al termine, ricordo di aver passato giornate di caccia splendide ed indimenticabili in compagnia di ottimi amici aspettando i voli delle anatre sull'adda o sul ticino, oppure di aver battuto le migliori risaie da "sgneppe" della Lomellina o del basso Milanese. Che ricordi ragazzi!!!

Allora, così per scherzo... poi diventato una delle mie grandi passioni, iniziai a cucinare la selvaggina che cacciavo, per il piacere mio e dei miei ospiti.

Molte volte all'espressione trionfale del cacciatore che rientra a casa dopo una giornata "a contatto della natura" portandosi le prede in un carniere più o meno ricco, si contrappone quella velatamente preoccupata della moglieche si pone immediatamente il problema di come utilizzare quanto con tanta maestria il consorte si è procurato.

Escludendo la possibilità, riservata alle più fortunate, di regalare la causa di tanta angoscia alla più cara amica o alla vicina di casa che accetta sempre tutto, urge sapere sotto quale veste gastronomica restituire le preda al baldo cacciatore, in modo da poterla gustare, magari in compagnia di amici e parenti, senza correre il rischio di vedere il selvatico cucinato prendere il volo dalla finestra...con tutto il piatto di portata.

Per questo, in maniera spiritosa ed allegra, vi proporrò nelle settimane a venire un pò di ricette a base di selvaggina...e magari se c'e' anche qualche pescatore... vedremo se son possibili  divagazioni...

Porgendovi un cordiale saluto.....procedo!!!!!

Stefano Camplani da Brescia