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…E SE COMINCIASSIMO DAL NOSTRO INTERNO?

Con l’inizio della nuova stagione venatoria, inevitabilmente si riapre una stagione di veleni, di polemiche, prime pagine di giornali, e quant’altro. Spesso leggiamo le notizie di sempre come gli incidenti di caccia, spesso, e forse, sempre più spesso leggiamo di veri e propri atti di bracconaggio, o peggio ancora, atti di nudo e crudo vandalismo, per apperlarli con un’eufemismo, ma che in realtà sono dei veri e propri atti criminali, come l’ultimo accaduto qualche giorno fa, dell’ennesimo caso di bocconi avvelenati con cui si è perpretata inevitabilmente un’altra strage di cani. Tranne che per i casi di incidenti, dovuti spesso a negligenza e cause fortuite, gli atti di bracconaggio e peggio, quelli di avvelenamento, ci lasciano molto pensare e riflettere. In primo luogo credo sia il caso di cominciare a soffermarci più seriamente su queste notizie, liberando la mente da integralismi venatori che a volte ci portano a minimizzare su tali fatti, solo perché riportati dai noti siti anti caccia. In secondo luogo, credo sia giunto il momento di attuare un’epurazione (passatemi il termine poco ortodosso, ma rende perfettamente l’idea) dei tanti, forse troppi, “colleghi”, che non seguono più alcuna regola etica e giuridica. Credo che ognuno di noi, ligio a tali regole e tradizioni tramandate dai nostri padri e nonni, sia ormai stufo di essere costantemente accostato a codesti criminali. E soprattutto siamo stufi di continuare a dare il pane quotidiano ai nostri nemici, gli animalisti, che trovano terreno sempre più fertile nella loro battaglia contro di noi e contro la caccia; ma come dargli torto quando leggendo le prime pagine dei giornali, all’indomani dell’apertura troviamo:“Un inseguimento tra i campi e quattro multe ad altrettanti cacciatori per non aver rispettato i limiti di legge sulla selvaggina cacciabile e non avere trascritto sui carnieri l'esatta quantità di animali cacciati.”; “E' stato rinvenuto lungo il ciglio della strada, dopo essere stato ferito a un'ala da qualche bracconiere. Vittima un falchetto reale”; e potrei citarne molti altri… ma ognuno di noi legge i giornali, e pertanto conosce molto bene il problema. A questo punto dobbiamo decidere se vogliamo davvero essere una categoria tutelata e rispettata, o continuare ognuno per la sua strada, raccattando quel poco che ormai c’è da raccattare, e starsene continuamente sotto scacco. Io penso che dobbiamo reagire, e reagire ora, e per fare ciò dobbiamo prendere il coraggio a quattro mani e cominciare a guardarci allo specchio, nonché guardare i nostri vicini, che sempre più spesso ci inorridiscono. Il miglior servizio d’ordine è sempre quello interno, ricordate, pertanto penso che dobbiamo cominciare ad essere noi le prime guardie venatorie, e denunciare tutto ciò che è passabile di denuncia, dai mancati rispetti delle distanze, al mancato rispetto degli orari, ecc. ecc. Pertanto signori miei, vi esorto a cominciare fin d’ora a fare ciò, come ho già cominciato io. Denunciate, denunciate e denunciate. Solo in questo modo forse riusciremo a riprenderci la nostra passione, che è ormai perduta, e un po’ più di credibilità.

Stefano Paparelli                                                                                             (23/09/04)