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L’U.N.A.V.I. (Unione Associazioni Venatorie italiane) esce parzialmente soddisfatta dal DDL approvato sulla caccia in deroga. Il governo, rompe il dialogo con i partiti che appoggiano le associazioni ambientaliste e dopo il suo atto di forza ci domandiamo come andranno a finire i vari contenziosi aperti: Unione Europea/Leggi Regionali e Corte Costituzionale/regione Puglia e Sardegna. L’associazione delle associazioni venatorie si era resa disponibile per mediare tra le varie fazioni politiche ed ambientaliste cercando un consenso di larga maggioranza per il DDL, abbassando così i toni della diatriba e fornendo ai partiti, anche quelli minoritari, la possibilità di esprimere il proprio giudizio in capitolo. Non vorremmo interpretare questa manovra politica della maggioranza come capacità della stessa nel legiferare a suo piacimento, utilizzando argomenti che a noi cacciatori stanno a cuore.
D’altro canto i rappresentanti della maggioranza, si avvalgono di aver impugnato con forza la situazione e non aver dato seguito ad il testo approvato dal Senato il 6 febbraio u.s. che avrebbe dato all’I.N.F.S. (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) poteri decisionali finali sulle richieste delle varie Regioni, fregiandosi così di aver difeso i diritti dei cacciatori..
"L'emendamento non avrebbe consegnato all'I.N.F.S. i poteri citati sopra" risponde il segretario nazionale dell’U.N.A.V.I. Marco Ciarafoni, riportando la parte del documento proposto per chiarezza di informazione. "Le deroghe
non possono essere strumento per l'allargamento delle specie cacciabili, sono applicate per periodi determinati e si autorizzano nel rispetto dei mezzi, degli impianti e dei metodi previsti dalla presente legge, previo parere dell'I.N.F.S. da rilasciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta. All'I.N.F.S. viene affidato in materia il coordinamento tecnico
scientifico degli Istituti riconosciuti a livello regionale. Le deroghe non possono avere comunque ad oggetto specie la cui consistenza numerica sia in grave diminuzione".
La sensazione che si prova allo stato attuale dei fatti è quella di una vittoria di Pirro.
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