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Pronto Soccorso Cinofilo
a cura del Dott.RenatoFongaro


Il pronto soccorso o primo soccorso e' , come dice la parola stessa, una o piu' manovre che si devono effettuare per mantenere stabili le condizioni di un infortunato fino a che non possa intervenire un sanitario abilitato a proseguire le cure. Questo concetto e' applicabile a tutti gli esseri viventi (percio' comprende anche il vostro amico cane). Come tutti i cacciatori ben sanno, e' impossibile raggiungere un veterinario in poco tempo perche' possa intervenire sull'infortunato, percio' operare un primo soccorso direttamente sul luogo dell' incidente e' importantissimo per salvare la vita del "compagno di caccia": prima si "limitano i danni" e poi si trasporta l' infortunato dal sanitario piu' vicino.


GLI INCIDENTI CHE POSSONO OCCORRERE AL VOSTRO CANE


Colpo di calore

I cani non sono dotati della sudorazione (esclusa la pianta delle zampe). Il loro sistema di raffreddamento e’ legato unicamente alla ventilazione respiratoria. Quando la temperatura del corpo sale sopra i 40 ° C il cane intensifica la respirazione. Se incapace di risolvere l’ipertermicita’ con la ventilazione, la temperatura si innalza e si incorre nel colpo di calore. i casi piu’ frequenti sono l’abbandono del quadrupede in auto parcheggiata al sole e l’iperaffaticamento durante le battute di caccia estive.

Il colpo di calore puo’ essere prevenuto parcheggiando gli autoveicoli all’ombra con i finestrini aperti ed effettuare soste forzate durante la battuta di caccia somministrando acqua e bagnando la testa al cane. La sintomatologia generale si manifesta con affanno, agitazione, torpore e da perdita di coscienza. Se non si mettono in pratica le manovre per riportare il soggetto alla normalita’, sopraggiunge l'asfissia e la morte.
In caso di colpo di calore, occorre portare subito l'animale colpito in una zona aerata e ombreggiata, bagnarlo con acqua fredda anche sulla testa. Se il cane e’ collassato, consultare il veterinario con urgenza. 
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Congelamento e assideramento

Quando la temperatura del corpo s'abbassa e se non viene riportata a valori normali entro breve tempo possono essere compromessi la attività vitali: si parla di congelamento prima e assideramento poi.

Le parti che subiscono i danni più gravi sono quelle meno irrorate dal circolo sanguigno come orecchi, coda, arti e gli organi genitali maschili in quanto sono i piu’esposti allo scambio temico con l’ambiente.
La zona colpita diventa insensibile e può apparire di colore bluastro a causa della mancanza di circolazione di sangue ossigenato.
Quando la temperatura rettale del soggetto raggiunge i 36°-37° C è sufficiente avvolgere l'animale in una coperta e riscaldare le zone colpite con acqua calda.Gli arti vanno immessi nell'acqua calda non oltre 40°C,gli orecchi,la pancia ed i testicoli si tamponano con degli impacchi caldi.
Eseguire queste operazione per circa dieci minuti,quindi asciugare il cane senza strofinare. Nell'assideramento la temperatura rettale puo’ scendere sotto i 36° C. Si riscontra battito cardiaco rallentato sotto i 60 b.p.m. lo stato di assideramento è critico ed occorre consultare un sanitario.
E’ preferibile nell’attesa dei soccorsi per caso grave, immergere il paziente in acqua calda (40° C)

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Ustioni

Possono essere generate da un corpo solido caldo oppure da un liquido bollente. E’ raro che si possa verificare durante l’attivita’ venatoria, ma molti cacciatori convivono col proprio cane in appartamento.
Le ustioni hanno gravi conseguenze per il sistema vitale del cane: abbassamento della pressione sanguigna, torpore ed insufficienza renale. Questi effetti si manifestano in proporzione alla superficie del corpo colpita. Se l'ustione interessa più della metà del corpo può essere mortale.
E’ sempre consigliabile consultare il veterinario.

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Ustioni elettriche


L'ustione si manifesta come bruciature nel luogo di massima conduzione (punto di contatto). Gli effetti del passaggio della corrente si manifestano nell'organismo con shock, diminuzione della pressione sanguigna, alterazione dell'attività cardiaca e perdita di coscienza. Occorre prestare immediatamente soccorso.
Accertarsi che il contatto con la sorgente elettrica sia interrotto. La gravità dei sintomi dipende dalla durata del contatto e dall'intensità della corrente. L'animale può essere esamine. In questo caso si interviene con la respirazione artificiale ed il massaggio cardiaco in attesa dell'intervento del veterinario.

A seconda della grandezza del soggetto il massaggio cardiaco viene eseguito ad una, due mani, o due dita (indice e medio per i cuccioli). Si sdraia il cane sul fianco destro e si comprime il torace sotto l’ascella. Il movimento di compressione deve far affondare le mani nel torace di uno massimo due centimetri per gli adulti ed un centimetro per i cuccioli. Prima di effettuare il massaggio cardiaco controllare se e’ presente il "polso". Per sentire se il cuore batte, si puo’ appoggiare la mano o l’orecchio (auscultazione diretta) sul torace del cane. Stringendo con indice e pollice l’arto anteriore sotto l’ascella, si puo’ notare il polso. Un’altro punto “sensibile” e’ il polso femorale. Si trova all’iserzione della coscia interna sull’anca (quasi in aderenza all’addome). In questo caso raddrizzare l’arto posteriore (a cane sdraiato), introdurre la mano aperta sotto l’addome ed appoggiarla sull’inteno coscia. Premere dolcemente fino a sentire il polso femorale.

La respirazione si esegue facendo combaciare il labbro superiore con quello inferiore pre poi tenerli assieme stringendo con una mano. Si fletta la nuca all’indietro e si insufli l’aria attraverso le narici. E’ possibile utilizzare un fazzoletto tra la bocca del soccorritore ed il naso dell’infortunato.

quando non e’ presente polso e respirazione, si alterni 1 “respirazioni” a 5 massaggi cardiaci.

Si applichi al cane che manifesta attivita’ cardiaca una serie di 3 insuflazioni intervallati da una pausa di circa 10 secondi. durante le pause controllare se la respirazione naturale si e’ riattivata.

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Annegamento

I cani nuotano istintivamente. Anche i migliori nuotatori possono stancarsi nel tentativo di uscire da un pozzo, una vasca o da un canale d’irrigazione.
Il cane privo di sensi deve essere tenuto sollevato per le zampe posteriori. Si comprima il torace con le mani per fare uscire l'acqua dai polmoni. Se il cane e’ di grossa taglia, adagiarlo su di un fianco con la testa più bassa del corpo, tirargli fuori la lingua dalla bocca per non ostacolare la respirazione e premere con forza sopra il petto. Premere e rilasciare fino a che non riprende la respirazione spontanea, segnalata dalla comparsa dei movimenti respiratori o da colpi di tosse. Se non rispodesse a questa manovra, praticare la respirazione artificiale.

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ferite

Le ferite che un cane può riportare possono essere varie: morso di un altro animale, taglio, arma da fuoco e ferite conseguenti a traumi. In caso di ferite ampie per le quali si rendono necessari punti di sutura, è indispensabile recarsi dal veterinario e, nell'attesa, disinfettare la ferita e fermare l'emorragia.
Le ferite alle zampe ed al muso provocano emorragie piuttosto abbondanti in quanto sono zone molto irrorate.
E’ importante non farsi prendere dal panico e valutare l'estensione e la profondità della stessa.
Nel caso di incidenti stradali possono coesistere ferite esterne, fratture e lesioni interne.

Controllare la perdita di sangue e se è limitata, basta esercitare una leggera pressione utilizzando una garza sterile arrotolata od in mancanza di questa anche un fazzoletto. Quando la ferita si trova sul tronco dell'animale occorre raffreddare la parte ferita con un ghiaccio o con garze bagnate in acqua fredda e rqggiungereil veterinario.
Se la ferita è profonda e si trova all’altezza di un’arto, si puo’ applicare un laccio emostatico o qualcosa che può adattarsi all'uso: una cintura od una corda. Il laccio va legato all'arto dell'animale al di sopra della ferita. Si deve allentare la stretta ogni 2-3 minuti per permettere la circolazione.

Per le ferite di minor entita’ e’ importante la disinfezione e la pulizia. Occorre asportare il pelame curandosi di non farlo cadere nella ferita. Si deve coprire la stessa con della garza e quindi tagliare il pelo. La disinfezione deve essere eseguita con acqua ossigenata o soluzione fisiologica, asciugata con garza sterile e cosparsa di pomata antibiotica (anche ad uso oftalmico). Occorre quindi proteggerla con un bendaggio. Si mostri l’operato al proprio veterinario.

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Fratture e distorsioni

Il cane da caccia può incorrere in incidenti traumatici ossei: a caccia distorsioni e fratture sono sempre un’imprevisto.
La frattura e la distorsione sono incidenti dolorosi: il cane zoppica, si lamenta ed è impossibilitato ad appoggiarere l’arto. Recatevi del veterinario cercando di calmare il cane tenendolo fermo.Per il trasporto si usi la propria giacca da caccia come barella (prendendola in due persone dagli estremi).
Un esame radiologico valutera’ la situazione.La guarigione dipende oltre che dalla gravità della frattura anche dall'età dell'animale e può risolversi nell'arco di un paio di settimane o tardare fino ai tre mesi. In ogni caso attenetevi scrupolosamente alle indicazione dei sanitario, ricordandogli che il vostro cane e’ un agonista.
In caso di distorsione o frattura e che non sia possibile immediatamente l'intervento del veterinario occorre una steccatura. Prima del trasporto legate il muso del cane perche’ non morda: il dolore potrebbe causare reazioni incontrollate.

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Avvelenamenti

Gli avvelenamenti possono avvenire per contatto (irritazione della zona) e per ingestione. Solitamente il contatto genera solamente irritazione che puo’ essere trattata topicamente e senza urgenza se non quella di lavare abbondantemente con acqua ed applicare una pomata antiinfiammatoria cortisonica.  L'ingestione e’ un caso piu’ grave. In commercio esistono esche topicide che emanano degli odori adescanti il piu’ delle volte anche per i cani che, incuriositi, possono leccarle o addirittura mangiarle. Molti sono i casi di avvelenamento per ingesione di piante velenose presenti nei giardini della propria casa (ma questi sono solitamente accomunabili ai cuccioli). I soggetti adulti incorrono piu’ spesso nei bocconi avvelenati. I sintomi possono essere differenti a seconda della quantita’, del tempo intercorso e dalla sostanza ingerita: vomito, piressia, diarrea, difficolta’ nella deambulazione, contrazioni muscolari, contrazioni addominali, emorragie fecali, convulsioni e collasso. Quando si sospetta un avvelenamento, si contatti il veterinario riportando i sintomi e cercando di capire cosa abbia ingerito.

Durante l’esercizio venatorio i veleni ingeriti entrano in circolazione piu’ in fretta. I bocconi avvelenati lasciati sui terreni di caccia dai bracconieri, sono uno stimolante stuzzichino per i cani. Ai primi sintomi, anche se siete indecisi, fare ingerire al cane circa 100 cc di acqua ossigenata 5 volumi (anche 2 volte nell’arco di 15 minuti). Se non trovata in commercio, potete prepararvela diluendo quella al 10% 1 a 1 (1:1). Cinquanta cc di acqua ossigenata al 10 % + cinquanta cc di acqua. Potete utilizzare anche acqua e sale. Questa provochera’ immediato vomito ed allontanera’ dall’organismo il veleno non ancora assimilato dall’intestino. Si ricorra immediatamente al veterinario portando con se (se possibile) un campione del cibo ingerito e del vomito del cane.

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 Convulsioni

La convulsioni si possono manifestare per cause diverse. Solitamente sono disturbi dell'attività cerebrale che si manifestano con contrazioni e tremori.
La terapia degli attacchi convulsivi richiede sempre il veterinario.

Non muovere l'animale durante l'attacco convulsivo, non cercare di bloccargli i movimenti o di aprirgli la bocca, né toccarlo poiché essendo in uno stato di incoscienza potrebbe mordere.
L’ attacco convulsivo, nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente. Alla fine dell’attacco il cane si riprende in maniera graduale. Cosultate il veterinario senza ordine d’urgenza.

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 Morsi di vipera

Le vipere sono un serio pericolo per i cani da caccia.Il suo morso oltre ad essere velenoso è molto doloroso.
La localizzazione del morso è spesso sul muso o sugli arti del cane. Appare tumefatta con due fori distanti un centimetro l'uno dall'altro circondati da un bordo violaceo. La zona dell’iniezione velenosa si gonfia rapidamente.
La gravità dipende dalla quantità di veleno iniettato e dalla zona d’inoculazione che può essere più o meno irrorata.
Una volta individuato la sede del morso occorre controllare la gravita’ in maniera tempestiva.
Se l'animale vomita è il sintomo che l'avvelenamento è iniziato e l'intervento deve essere immediato.

Le manovre “sicure” sono:

-immobilizzare il cane

-controllare la ferita

-apporre il laccio emostatico a monte della ferita

-trasportarlo in braccio fino al mezzo di trasporto e raggiungere il veterinario

E’ consigliabile non somministrare il vaccino antiofidico se non in presenza del sanitario, il quale, riscontrato che si tratti effettivamente di morsicatura di vipera, potra’ monitorare la reazione del cane al vaccino stesso. (vedi anche piu’ avanti)

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Insetti, Ragni e Scorpioni 

Alcuni insetti come vespe, calabroni, api, ragni e scorpioni, possono inoculare sostanze velenose in grado di provocare lesioni localizzate o generalizzate. Sono raramente pericolose.
Il cane che viene punto dà segni di irrequietezza e si lecca frequentemente sul punto dell’iniezione. Se la puntura si trova sulla cute, si puo applicare un straccio imbevuta in ammoniaca pura o diluita,agendo con prudenza se la puntura si trova in prossimità degli occhi. Per alleviare il fastidio del prurito ed il successivo gonfiore, si può applicare una pomata cortisonica. Esistono in commercio delle pomate antiemorroidarie che contengono anche un anestetico locale (lidocaina o simili).
Puo’ capitare che, durante la corsa in cerca di selvaggina, il nostro amico cane venga punto all’interno della bocca. Il gonfiore che succede all’iniezione, potrebbe generare asfissia.
In caso di morso di scorpione o insetto dal veleno molto irritante, puo’ comparire febbre ed abbattimento fino a shock anafilattico dell'animale. In questo caso e nel precedente, ricorrere al veterinario con urgenza. (vedi anche uso del cortisone).

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 Incidenti stradali 

Se il cane viene investito da un mezzo può riportare ferite esterne e lesioni interne. La prima cosa da fare è constatare la gravità delle lesioni riportate.

controllare:

-l'attività respiratoria

-il battito cardiaco

-l’emorragie (interne ed esterne)


Se non sono presenti respirazione e polso si devono eseguire le manovre di

-respirazione artificiale (vedi ustioni elettriche)

-massaggio cardiaco (vedi ustioni elettriche)
-per quanto riguarda l’emorragie esterne, lavare abbondantemente (anche con acqua di rubinetto) e tamponare effettuando una leggera pressione fino all’arrivo dal veterinario. Una terapia antibiotica successiva, coprira’ il cane da possibili infezioni.

Le ferite esterne possono essere pulite e disinfettate in loco.

Le lesioni interne possono essere messe in evidenza solo dal veterinario o con radiografie.

In ogni caso trattare con prudenza l’infortunato in quanto potrebbere mordere per il dolore o per lo shock.

Bisogna renderlo inoffensivo. Per questa operazione ci occorre una spago di un metro circa per cani di

piccola taglia, più lunga per cani grandi. Si possono anche usare delle strisce di stoffa, della bende o anche la cravatta. Si lega il muso con nodo semplice e si fissa con un’altro nodo dietro la nuca.

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Corpi estranei

Durante la caccia il cane e’ continuamente in contatto con corpi estranei.
Se si tratta di corpi estranei che giungono in bocca od in gola il cane tenta di allontanarli grattandosi e con conati di vomito.

Negli occhi provocano la chisura ed il grattamento.

Nel naso provocano starnuti continui.

Se vomita e non mangia è presumibile che abbia ingoiato qualcosa.
Nell’orecchio provocano prurito e deambulazione scoordinata ( la testa pende dal lato dell’orecchio offeso).

Ricorrere in ogni caso al veterinario che munito degli strumenti adatti, rimuovera’ in toto l’oggetto estraneo. 

Il primo sintomo della presenza di un corpo estraneo e’ l’irrequietezza.

I cani da caccia incorrono in questi problema molto spesso. A volte non e’ necessario intervenire perche’ il soggetto allontana da se il corpo estraneo. In certi casi e’ pero’ obbligatorio aiutarlo. Vediamo come.

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Orecchie

Il sintomo più evidente è lo scuotimento della testa, lo sfregare il muso per terra ed il grattarsi. Anche durante la cerca della selvaggina il cane tende a correre con la testa inclinata verso l’orecchio dolente. Anche in questo caso si fa sdraiare il cane ed aiutandosi con una fonte luminosa si ispeziona l’orecchio. Si possono estrarre i corpi estranei con una pinzetta a punte arrotondate. E’ sempre buona consuetudine, far controllare a breve il vostro operato al veterinario, il quale, controllera’ se dall’ orecchio e’ stato asportato il corpo estraneo completamente.

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Bocca e gola 

La sintomatologia principale e’ il conato di vomito. Il soggetto si gratta il muso colle zampe anteriori e posteriori.

A cane sdraiato gli si apre la bocca e si ispeziona. Il corpo estraneo, se a vista, si puo’ tentare di estrarlo con una pinzetta a punte arrotondate. E’ in ogni caso necessario una oculata visita da parte del veterinario.

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Naso

 Spighe, rametti, pagliuzze e semi, possono introdursi nelle narici del cane durante la cerca. Anche in questo caso si opera come nei precendenti cercando di asportare il corpo estraneo. Consultare inoltre il veterinario.

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Ingestione

Il sintomo piu’ evidente e’ il vomito. Il cane e’ abbattuto, non mangia, assenza di alvo.

Consultate il veterinario al piu’ presto.

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Spazi interdigitali

Il cane zoppica o non appoggia l’ arto a terra. Controllate gli spazi interdigitali.

Si puo’ cercare di estrarre il corpo contundente aiutandosi con una pinzetta. Ricordarsi di disinfettare.

E’ anche possibile che il soggetto sia incorso in una lieve distorsione digitale. La riprova si puo’ avere (se assente ferita) premendo con pollice ed indice un polpastrello del cane alla volta. La pressione va esercitata in senso longitudinale facendo allungare il dito. Se il cane si lamenta o ritrae l’arto e’ probabile che sia incorso in questo incidente od in una lieve distorsione digitale.

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Occhio

Anche gli occhi sono particolarmente esposti durante la caccia. Spighe, semi, erba e spine sono causa di grossi fastidi se non asportati rapidamente. Il cane tende a socchiudere l’occhio, la lacrimazione diviene abbondante e, quando il fastidio e’ insopportabile, il cane si gratta. Solitamente se  il corpo estraneo non si e’ conficcato nella palpebra esterna o nel globo oculare, si puo’ operare con un fazzoletto di carta con l’accortezza di istillare a fine operazioni del collirio disinfettante (vedi valigetta pronto soccorso). Nel casi di spighe o forasacchi, si operi con una pinzetta a punte arrotondate, disinfettando a fine operazione con un collirio o pomata oftalmica. Il piu’ presto possibile fate controllare il vostro operato da un sanitario. Durante il trasporto mantenere il cane in una posizione che non possa grattarsi (per non peggiorare la situazione).

 

LA VALIGETTA DEL PRONTO SOCCORSO


Cerchero' ora di illustrare una dotazione completa, lascero' pero' ad ognuno la facolta' di come comporla. Questo articolo serve solamente ad illustrarvi l'utilizzo e l'importanza di ogni singolo "prodotto farmaceutico" o "Ferro chirurgico". E' logico pensare per esempio, che una pinza per fermare una emorragia ad un' arto (causata da un incauto avvicinamento da parte del cane ad un filo spinato) possa non servire a chi caccia in distese di risaie dove e' ovvia l' assenza di questo tipi do corpi contundenti che causano l' emorragia stessa! Mi sono spiegato? Non e' detto pero che lo stesso strumento possa essere utilizzato per una ferita d' arma da fuoco. Ognuno pensi a dove caccia, come caccia, all' imprevisto di poter colpire il cane (...siamo sparatori istintivi?...il cane non e' "fermo al frullo", cacciamo quaglie che volano a cinquanta centimetri da terra?...siamo in un paese dell' est a centinaia di chilometri dall' Italia?), etc.
Formulatevi questa domanda: "se occorresse un incidente al cane, quanto tempo servirebbe per raggiungere il piu' vicino posto di assistenza veterinaria?".

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DOTAZIONE
Procuratevi il contenuto di una valigetta di pronto soccorso, sconfezionatela, e tenete quanto segue (in quanto le valigette per obblighi di legge contengono anche "doppioni" dello stesso prodotto ed altri a voi non necessari). Ricordate che dovete portarvi al seguito solo una dotazione minima (il peso e' fatica), una parte potete lasciarla sulla vostra auto, poi al resto pensera' il sanitario in un secondo tempo.

1 bottiglietta di acqua ossigenata a 10 volumi

serve per:

vedi avvelenamenti (piu’ indietro)

1 paio di forbici di Mayo (taglienti)
sevono per:
-tagliare le garze

-tagliare il pelo

1 paio di forbicine curve a punta fine (taglienti)
servono per:
-radere il pelo fino in prossimita' della cute.
Le dimensioni e la forma "incurvata" delle lame di questo tipo di forbici, permette di eseguire sul cane "lavori" di precisione come tosare il pelo fino raso pelle per prepararla alla rasatura con bisturi o rasoio usa e getta.

-tagliare il filo di sutura.
queste forbici posso essere utilizzate per tagliare i fili di sutura a rimarginazione avvenuta. Non sono consigliate per "toglierli" dopo la rimarginazione.

2 lacci emostatici
servono per:
-posizionati "a monte" della ferita, fermare una eventuale emorragia all' arto.
Le emorragie agli arti per trauma sono le piu' frequenti. La coincitata cerca della selvaggina eseguita dal cane lo puo' portare ad impattare con violenza contro oggetti, inciampare in fossetti d' irrigazione dei tereni di coltura oppure cadere o rotolare per qualche decina di metri in stretti vai di motagna. Le ferite che si generano durante questi tipi d'infortuni sono generate da corpi contundenti con cui il cane impatta durante la caduta oppure da fratture ossee.
Le fratture da prendere in considerazione sono dette "esposte". L' osso dopo essersi fratturato incide tendini, muscoli e cute (o tutto cio' che trova sul suo "cammino") per rendersi visibile all' esterno, percio' le ferite che puo' generare possono essere di entita' varie. Le ossa che si fratturano piu' di frequente sono quelle degli arti e percio' ledono principalmente arterie e vene, con il risultato di una copiosa emorragia. In questo caso e' importante intervenire cercando di interrompere l' emorragia con il laccio emostatico che deve essere legato a monte della ferita ed allentato per due tre minuti ogni dieci quindici (perche' l' apporto di sangue al resto dell' arto sottostante non puo' sopravvivere se non irrigato dal sangue). Se l' arteria o la vena recisa e' visibile, potete "pinzarla" per fermare l' emorragia. Potete inoltre lavare la ferita se presenti terriccio rametti etc. Non lavate con disinfettante, piuttosto usate soluzione fisiologica (se al seguito) o acqua di borraccia. Il disinfettante e' un "veleno", l' acqua di borraccia non essendo sterile potrebbe essere al massimo causa di infezione. In ogni caso il veterinario trattera' il cane infortunato con antibiotici scongiurando l' istaurarsi di qualsiasi proliferazione batterica. E' ovvio pensare anche che si rende necessario immobilizzare l' arto e trasportare il cane infortunato al piu_ presto da un veterinario. NON CERCATE MAI DI FAR RIENTRARE L' OSSO CHE SPORGE DALL' ARTO. Fareste solo danni.

-come fissaggio di "legni d' immobolizzazione".
Limmobilizzazione di un' arto si esegue con "stecche" di fortuna ricavate da rami o bastoni trovati sul luogo dell' incidente. In presenza di trauma osseo di arto (che sia frattura composta, scomposta oppure esposta) bisogna far sdraiare il cane sul fianco ed immobilizzarlo (legando per esempio la coppia di arti opposti non traumatizzati tra loro). Affiancare "delicatamente" 2 o 3 rami all' arto da immobilizzare e legarli per un primo fissaggio con i due lacci emostatici. Utilizzare poi le compresse di garza er riempire i "vuoti" tra i legni di fortuna e l' arto. Bendare il tutto con i rotoli di garza avendo l' accortezza di strigere quanto basta perche' l' arto non si muova durante il trasporto. Potete rendere la steccatura ancora piu' rigida utilizzando anche i rotoli di nastro. Ora potete, se vi necessitano, slegare i lacci emostatici ed utilizzarli per un' altro scopo (es. vedi sopra).
Un' altro accorgimento da seguire prima di eseguire questa manovra e' rendere il cane inoffensivo. Utilizzate a questo scopo uno spago, un guinzaglio o tutto cio' che potrebbe essere adatto per legare il muso al cane. Generalmente dopo aver legato il muso (nodo semplice), i lembi dello stesso legaccio si portano dietro la nuca del cane per creare un nuovo nodo. Questo sistema non permettere alla legatura che obbliga il cane la serrata delle fauci, di scivolare lungo il muso liberandolo. NON RADDRIZZATE L' ARTO INFORTUNATO, STECCATELO COSI' COM' E' .

Il trasporto deve essere esguito in barella in quanto i movimenti possono aggravare la situazione. Si puo’ utilizzare una giacca da caccia, una coperta od una tavola di legno.

2 rotoli di garza
servono per:
-bendaggio lasso protettivo in ferita non copiosamente sanguinolenta (bendaggio protettivo).
Il bendaggio protettivo delle ferite, serve per proteggere la ferita dall' ambiente esterno. Si applica dopo essersi presi cura della ferita stessa disinfettandola e se il caso suturando. Stringere quanto basta perche' la medicazione non si muova. Fissare con nastro adesivo.

-bendaggio stretto in eventuale emorragia (bendaggio antiemorragico il bendaggio)

Il bendaggio fa le veci della cute proteggendo dagli agenti patogeni l’organismo fino alla sua cicatrizzazione.

Per eseguire un bendaggio si utilizzano le compresse di garza sterile (MAI IL COTONE) che vanno applicate sulla ferite e fissate con rotoli di garza oppure con bende. Il tutto viene bloccato con del cerotto. 

Il bendaggio non deve essere stretto da impedire la circolazione.

 

- Bendare un arto

Si lava e disinfetta la ferita, si pone la compressa di garza. Si fascia con garza o benda. Si fissa il lenbo della benda con cerotto. Ulteriore cerotto viene messo a margini del bendaggio per un miglior fissaggio.

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-Bendare una coscia

Bendare un coscia e’ di difficile esecuzione. Il fissaggio viene eseguito includendo nel bendaggio fianchi e coscia.

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-Bendare una spalla

Per bendare una spalla viene usato lo stesso metodo della coscia. Il fissaggio viene eseguito includendo il collo ed il torace
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-Bendare un occhio

Si pone la garza sull’occhio. La benda di fissaggio va attotolata attorno alla testa e fissata sull’orecchio opposto con del cerotto.

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-Bendare un orecchio

Dopo aver applicato la garza, si arrotola la benda attorno all’orecchio per poi fissarla sotto il mento.

 

I bendaggi generano nel cane molto fastidio. E’ possibile che li asporti in pochi minuti vanificando il vostro operato di disinfezione della ferita. In questi casi, e’ consigliato utilizzare il collare isabella. Ulteriori delucidazioni possono essere richiesta al vostro veterinario.


-legatura immobilizzante di arto traumatizzato (vedi sopra).

2 compresse di garza
servono per:
-accompagnate dal disinfettante pulire le ferite

-costruire un tampone antiemorragico.
(arrotolandola su se stessa)

-detergere gli occhi oppure estrarre corpi estranei tra le palpebre.
Il cane correndo, oltre a causarsi microlesioni oculari con lo sfregamento di erba rovi e ramaglie, puo' "raccogliere" nella sacca congiuntivale rametti e semi. gli occhi semichiusi denunciano una irritazione che puo' essere causata da qualche "oggetto" raccolto durante la caccia. Abbasando la palpebra esterna, una attenta osservazione (potrebbe servirvi la lente d' ingrandimento nel caso di spine) denuncera' la presenza o meno di corpi estranei. Utilizzate una garza per estrarli e tratate poi (a seconda dell' irritazione-lesione) con un collirio di tipo adeguato (vedi coliri e pomate oftalmiche). NON USARE MAI LE PINZETTE.

1 disinfettante liquido
serve per:
-lavarsi le mani prima di intervenire sul cane.
meglio adoperare guanti in lattice anche se non sterili percio' lavatevi le mani indossando i guanti)

-disinfettare le ferite superficiali, abrasioni od irritazioni cutanee ed eventuali "ferri" chirigici da usare.

1 o 2 nastri in rotolo (almeno da 5 cm)
servono per:
-fissaggi di tutti i bendaggi.

-fissaggio degli aghi infusionali alla cute.

-immobilizzare i cani (legando le zampe tra loro).

1 o 2 siringhe da 5 cc
servono per:
-iniettare prodotti medicinali

-estrarre piccoli corpi estranei dalla cute (utilizzo del solo ago).

-somministrare medicinali in gocce direttamente in bocca (uso senz' ago).

1 confezione di cortisone in fiale
serve per: tutti gli stati di gonfiore generati da punture d' insetti, eritemi cutanei di grande superficie (derivati da traumi, allergie da contatto, allergie di tipo alimentare, etc.), esclusi il morso di viperidi.
Il cane, quando entra in contatto con una sostanza allergogena (che crea reazione allergica) tende dapprima a grattarsi il luogo (della puntura d' insetto per esempio) che si gonfia molto velocemente. Il cane inizia ad avere problemi di deambulazione fino a sdraiarsi. Diventa poi apatico non rispondendo alle sollecitazioni vocali. Il problema si fa molto serio quando l' insetto inetta il suo veleno all' interno del cavo orale o delle prime vie aeree (il cane corre colla bocca aperta) in quanto il gonfiore che succede all' iniezione puo' portare il cane all' asfissia in pochi minuti (oltre a questa ipotesi c' e' da considerare anche la possibilita' dello shock anafilattico). L' irrigazione sanguigna della sclera oculare e della lingua diventa minima (occhio e palpebre biancastre e poco irrigate dal sangue, lingua dapprima biancastra poi cadaverica), la respirazione si appesantisce. La terapia d' attacco viene instaurata con 5- 10 mg di cortisone in unica soluzione. La terapia di mantenimento e' di circa 1 o 2 mg al di' per i seguenti 2 o 3 giorni (a seconda della risposta farmacologica del cane alla prima somministrazione). Questo tipo di prodotto puo' essere inettato intramuscolo, endovena (sconsigliato a voi), sottocute o somministrato per via orale. I tempi di ripresa del cane (a seconda del sistema di somministrazione) vanno dai 5 minuti ad 1 ora o piu . La somministrazione di cortisonici (se il farmaco fa al caso vostro cioe' il cane si riprende) va sempre ripetuta almeno per un paio di giorni per via orale.
Tenete il cane a riposo per almeno 2 giorni.

 

Le iniezione Può capitare che il nostro amico abbia bisogno urgentemente di una medicina iniettabile e che non è possibile avere l'assistenza del veterinario. E’ utile sapere praticare le iniezioni.
Le iniezioni sottocutanee sono le piu’ facili da praticare.
Dopo avere riempito la siringa con la medicina da iniettare ed aver fatto uscire l'aria assieme a qualche goccia del prodotto per assicurarci che l'ago sia libero, sollevare con le dita un lembo di pelle. La zona migliore per effettuare le iniezioni sottocutanee è sulla schiena in cui la pelle non è perfettamente aderente al corpo. Dopo aver disinfettato. infilare l'ago parallelamente ala cute ed iniettare il liquido. Effettuare un massaggio per diminuire i tempi di assimilazione.
Le iniezioni intramuscolari. La zona per questo tipo di iniezioni è la parte posteriore della coscia a metà altezza tra bacino e ginocchio. Si infila l'ago e si aspira leggermente per assicurarci di non avere raggiunto un vaso sanguigno. Se nella siringa penetra sangue, estrarla e riprovare in altra zona vicina. Se non vediamo sangue all'interno della siringa iniettiamo il liquido. In tutti i tipi di iniezioni è importante che il cane stia fermo. Nel caso  il soggetto cerchi di sottrarsi, mollare la siringa. Questa cadra’ a terra o rimarra’ appesa alla cute.

2 bisturi (preconfezionato) sterile.
serve per:
-Rasare il pelo a zero sui lembi di un ferita cutanea (meglio il rasoio usa e getta- vedi rasoio usa e getta).
Per eseguire le manovre di pulizia , tamponamento di una emorragia, suturazione (se siete capaci) di un taglio, i lembi della stessa devono essere sgombri da peli. E' difficile pulire, disinfettare, suturare una ferita in presenza di pelo (specialmente se lungo). Accorciarlo vuol dire operare in maniera piu asettica (perche' il pelo e' sempre sporco), tamponare una emorragia in maniera piu' precisa e funzionale (applicando il tampone direttamente sulla ferita senza inframezzare il pelo), suturare senza che il pelo si introfletta nell' interno della ferita durante l' operazione (i lembi della cute adiacenti ad un taglio, tendono in pochi minuti ad "arricciarsi" introflettendosi nella ferita). Il bisturi quindi va utilizzato con questa procedura: tagliare il pelo con le forbici, rasare il pelo con il bisturi (o rasoio usa e getta) tenendo in tensione il lembo di cute con delle pinze chirurgiche, lavare abbondantemente piu' volte con la soluzione fisiologica (per allontanare il pelo ed eventuale erba o terriccio), tamponare o suturare e rivogersi al sanitario piu' vicino.
-Incidere la cute ed allargare una ferita. Il bisturi puo' essere utilizzato per incidere la cute quando, ad esempio, nella stessa vi si sia "conficcato" un corpo estraneo che non si possa estrarre se non incidendo. Puo' capitare che un oggetto contundente, penetri la pelle rimanendovi intrappolato (pezzo di ramo, spiga nella zona interdigitale, pallino da caccia, etc.). Se intervenire vi sembra difficoltoso per la posizione dell' oggetto contundente, vi consiglio di interpellare un veterinario. In ogni caso si puo' incidere ed allargare la zona della ferita utilizzando il bisturi. Impugnatelo con pollice, medio ed indice (come fareste con una penna) ed incidete solamente dall' alto verso il basso esercitando dapprima una leggera pressione, per poi aumentarla quando ripassate sull' incisione che state eseguendo (sempre partendo dalla ferita). Tagliate sempre poco tessuto per volta (mezzo centimetro) in maniera di non allargare la ferita oltre allo spazio richiesto per estrarre il corpo estraneo. Provate ad estrarre l' oggetto con delicatezza senza esercitare troppa trazione (anche ruotandolo se puo' servire). Se il risultato della manovra e' negativo, incidere nuovamente fino alla riuscita dell' operazione. Controllate poi se la ferita e' pulita o vi siano rimasti frammenti dell' oggetto (tamponando il sangue con una garza si vede meglio), lavare abbondantemente con il disinfettante, tamponare o suturare. Vi ricordo (ed e' IMPORTANTISSIMO) che stiamo trattando ferite superficiali e non corpi contundenti conficcati in profondita' .
In questi tipi di incidenti la manovra corretta da eseguire e' l' immobilizzazione immediata del cane (legando se necessario le zampe), liberare il corpo contundente da eventuali legami con il luogo (tagliarlo all' esterno della ferita non a "raso" lasciando sempre una certa lunghezza perche' l' operatore sanitario possa poi intervenire), fasciare e tamponare l' emorragia attorno alla ferita sia sul luogo che durante il trasporto dal medico veterinario piu' vicino (si perde meno tempo consultando un elenco telefonico che percorrendo un po' piu' di strada). MAI TENTARE DI ESTRARRE IL CORPO CONTUNDENTE, potrebbe generare lesioni interne ed emorragie copiose con il risultato certo della morte del cane.

1 rasoio tipo usa e getta
-Il rasoio usa e getta viene di solito utilizzato al posto del bisturi, per radere il pelo al cane in prossimita' della ferita.
Questo deve essere disinfettato prima dell' utilizzo. Data la poca tensione della pelle in prossimita' della ferita si sconsiglia l' uso contropelo.

1 confezione di antidolorifico in gocce
-Un antalgico in gocce e' sempre un ottimo "compagno" di viaggio. Oltre alla somministrazione al cane potrebbe essere utile a noi stessi (un mal di testa generico od una nevralgia, potrebbe rovinare la nostra giornata venatoria).
L' antidolorifico puo' essere somministrato al cane che zoppica, che ha preso un "botta" (contusione), etc. sempre dopo aver eseguito un' accurata osservazione della zona dolente. In ogni caso deve essere somministrato sempre e solo dopo aver verificato e capito la causa dell' incidente ed averlo prima "trattato" di conseguenza. La somministrazione di un antidolorifico al cane, potrebbe apparire agli occhi del padrone, aver eliminato la causa dell' interruzione della caccia (ma non e' cosi' ). L' infiammazione che ha generato la sindrome dolorosa nel cane esiste ancora ma il prodotto somministrato ha reso latente la sua esternazione (capito?). Il cane deve interrompere la caccia ed essere visitato da chi di competenza per le decisioni del caso. Per la posologia fate riferimento al foglietto illlustrativo (somministrazione ai bambini).

1 confezione di antiinfiammatorio in gocce
-Esistono in commercio principi attivi che hanno sia caratteristiche antiinfiammatorie che antidolorifiche. Il comportamento da tenere e' comunque sempre lo stesso: fermare il cane e farlo visitare. Non somministrate Aspirina o prodotti a base di acido acetilsalicilico (controllate sulla confezione) perche' molto dannosi (specialmente a stomaco vuoto) ai cani. I princi attivi comuni utilizzabili (ma non "mirati" ai canidi) sono i "brufeni". Tutti i principi attivi che terminano in "fen" come ad esempio ibuprofen possono andare bene (consiglio inoltre di somministrare qulache cosa da mangiare in contemporanea al trattamento antiinfiammatorio). Seguite la posologia adatta per bambini sul foglietto illlustrativo (in genere meta' dose degli adulti). L' antiifiammatorio viene spesso utilizzato quando per qualsiasi causa si instauri un' infiammazione generata o no da trauma (anche recidiva) Quest' ultimo e' il caso del cane in caccia. Una "storta", una "botta", sempre se siete sicuri che al cane e' accorso questo tipo d' incidente (non ipotizzate mai), potete somministrare un antiinfiammatorio. Seguite la psologia del foglietto illustrativo. Indicativamente, la somminstrazione di meta' dose citata per gli "adulti" puo' bastare al cane.

1 siero antiofidico oppure un elettrostimolatore anti-veleno
-Il siero antiofidico
Il siero antiofidico nello zaino di chi passeggia per i prati od in montagna in estate od autunno da' una sicurezza che io chiamo "psicologica". Quanti di loro sono in grado di somministrare in maniera efficace il siero? Penso pochi!
Partiamo dal presupposto che per utilizzare "l' antiofidico" abbisogna conoscere: saper effettuare iniezioni sottocutanee (in loco del morso) e intramuscolari (a monte della ferita) e saper riconoscere gli ofidi. NON INCIDERE LA FERITA E SUCCHIARE (e' pericoloso per l' operatore). Aggiungerei poi infine, che se il trasporto venisse eseguito senza un apposito contenitore che mantiene la temperatura a circa 8 °C, dopo circa una decina di ore il siero si inattiva (e deve essere gettato). Sempre e comunque bisogna poi raggiungere il primo posto di pronto soccorso. Un' altra cosa che non tutti sanno e' che abbisogna SEMPRE "provare" prima di iniettarre la totalita' della fiala del preparato se l' infortunato e' allergico al siero stesso (non si puo' provare sul luogo dell' incidente). Questo vale per tutti i mammiferi (uomo o cane).
Se vorrete utilizzare questo "sistema", prima di recarvi sui luoghi dove e' possibile incontrare gli ofidi, testate l' innocuita' del vaccino nei confronti del sistema immunitario iniettandone una piccola quantita' sottocute ed osservando se si scatena una reazione allergica localizzata al luogo trattato. Consiglio di farvi spiegare tutte le modalita' in maniera piu' approfondita dal vostro veterinario (per il cane) o medico (per voi).

-L' elettrostimolatore antiveleno
L' elettrostimolatore puo' ovviare a tutti gli inconvenienti di cui sopra (trasporto al seguito, difficolta' di applicazione, allergia non prevista, non ricoscimento del morso). E' di facile utilizzo e non ha controindicazioni. L' applicazione dello stesso sul paziente anche in caso di morso non ofidico, non genera conseguenze. Questo strumento in commercio da quasi un anno, ha la forma di un manico di pistola con due elettrodi all' apice (funzionamento a pile) e si basa sul fatto che la corrente elettrica ha la capacita' di inattivare i veleni. L' alto voltaggio ed il basso amperaggio gli danno un buon carattere di penetrazione nella pelle e sopportazione da parte dell' infortunato andando ad eseguire una "lisi" sulla molecola chimica del veleno. Eseguendo in maniera corretta le manovre per soccorrere l' infotunato da' ottimi risultati. per l' utilizzo seguite l' indicazione del foglio allegato al prodotto. E' in ogni caso necessaria la visita di un sanitario.

2 pinze chirurgiche emostatiche
sevono per:
-fermare un' emorragia
Queste pinze permettono, una volta fissate, di fermare una eventuale emorragia. Le pinze chirurgiche sono fornite di 2 lamine dentate che si incastrano tra loro(si trovano vicino agli occhielli). A seconda della chisura delle ganasce, le 2 lamine tengonono in questa posizione le pinze liberando cosi' l' operatore per altre manovre. Sono molto utili se ben utilizzate. L' uso principale e' la "pinzatura" di vene od arterie lese o recise. L' operatore deve prima di tutto lavare copiosamente la ferita con soluzione fisiologica od acqua (come gia' citato), comprimere e tamponare (con garze sterili) per poter osservare dove si trova lalesione venosa od arteriosa. Raggiungere la zona a pinze chiuse per poi aprirle e serrarle. Se l' operazione e' stata condotta correttamente si interrompera' in modo istantaneo l'' emorragia. Trasportare l' infortunato immediatamente dal veterinario.

-tenere separati i lembi di una ferita (vedi anche uso del bisturi).
Durante le varie manovre che si mettono in atto nelle vicinanze di una ferita, e' bene usare le pinze per tenere fermo il lembo di tessuto. Il taglio, la rasatura del pelo, il lavaggio della ferita e la suturazione obbliga l' utilizzo di questo strumento.
Il tipo piu' piu' adatto e' il "Pean" che non e' lesivo per il tessuto pinzato in quanto provviste solamente di una leggera zigrinatura che permette la presa sulla pelle. Altri tipi sono forniti di denti che, alla chisura delle ganasce, penetrano nel lembo di cute con possibilita' di lacerarla.

-tenere i lembi della ferita durante la suturazione.
Vedi fermare una emorragia.

1 o 2 coppie di guanti in lattice

1 pinzetta a punta fine (efficiente)
Estrazione di spine
1 pinzetta a punta piatta (efficiente)

2 tronchesini di misura differente

1 lente d' ingrandimento
Aver al seguito una lente d' ingrandimento, puo' rendere piu' facile l' individuazione di piccole spine, visionare cute ed occhi. Il maggior indizio della presenza di corpi estranei e' il prurito- dolore che essi provocano. Il cane si gratta o si struscia. Se visionando in maniera sommaria la zona imputata non si riscontano "anomalie" l' uso di una lente puo' rivelare un piccolo corpo estraneo.

3 confezioni di ago con filo premontato di diverse misure
In commercio esistono aghi da sutura con ago premontato confezionati in bustine sterili. L' ago si presenta ricurvo per permettere una "manovrabilita' " migliore. Vi consiglio tre misure differenti per far fronte a differenti esigenza di sutura. Un piccolo taglio (1o 2 centimetri) richiede l' uso di un piccolo ago.
Il punto di sutura va applicato sul primo lembo di cute dall' esterno verso l' interno, sul secondo dall' interno verso l' esterno (come il laccio da scarpre negli occhielli). Per suturare una ferita ci si aiuta con delle delle pinze chirurgiche: un paio per tenere l' ago e l' altro per tenere il lembo di cute.
Si fa scorrere il filo fino a che non rimanga fuori una porzione di circa 3-4 centimetri. Esercitando una leggera trazione (verso l' alto) sui due capi del filo i due lembi di pelle si avvicinano. Eseguire un normale nodo per far combaciare i due lembi, poi fissare il primo con un secondo (per sicurezza possono essere eseguiti 3-4 nodi). Il nodo puo' essere costruito a mano o con le pinze chirurgiche (in ogni caso si tratta di nodi semplici in sequenza). Tagliare a questo punto con le forbici l' eccesso di filo con l' ago, avendo l' accortezza di lasciare un paio i centimetri (i lembi lasciati, oltre che assicurare la tenuta del nodo, serviranno per sfilare i punti a guarigione avvenuta). Ora si puo' ripetere nuovamente l' operazione con la rimanenza di filo ed ago. Per suturare in maniera corretta, partire sempre da un lato della ferita (mai dal mezzo). La distanza da tenere tra due punti adiacenti e' di circa un centimetro (nel caso di ferita semplice e rettilinea). Per estrarre i punti a guarigione avvenuta (di solito una decina di giorni) prendere il nodo (o se questo e occluso nella rimarginazione usare i lembi che sporgono) con la pinzetta, esercitare una leggera trazione verso l' alto, inserire una delle punte delle forbici alla base del nodo e tagliare. La trazione esercitata dalle pinzette sulla sutura bastera' per sfilare il filo.

1 collirio decongestionante

1 collirio antistaminico

1 pomata oftalmica antibiotica

1 pomata oftalmica tessuto-riparatrice

1 spray anenstetico

1 termometro digitale con sonda non rigida
La temperatura va misurata in tutte le situazioni di malessere del cane non generata da cause a voi gia' note.
I canidi sono molto sensibili allo squilibrio termico. Bastano solo 1-2 °C perche' lo si veda abbattuto. La termicita' normale si aggira (a seconda della situazione di riposo od attivita' ) dai 38,5 ai 39°C. Una discrepanza di + 0.1° C superiore ai 39°C, genera una sintomatologia generica (gia' una piccola infiammazione articolare o tissutale ed inizio di infezione batterica puo' generare questo scompenso termico). Se il vostro cane e' abbattuto, si sdraia, e' inavvicinabile e respira affanossamente, potreste trovarvi a che fare con un' innalzamento termico. Il respiro affannoso anche a riposo e' uno degli indici per sospettare ipertermicita' (il corpo del cane cerca di eliminare il calore in eccesso tramite il respiro come farebbe durante una corsa). E' importante non farsi prendere dal panico (il cane e' frastornato, aggravereste solamente la sua situazione), avvicinarlo con cautela chiamandolo e facendosi riconoscere. Operare con tranquillita' sullo stesso quando sicuri di essere stati riconosciuti.
Per misurare la temperatura alzare la coda verso la schiena ed introdurre la sonda del termometro per circa 3 centimetri. Di solito i termometri digitali sono forniti di beeper che segnalano l' avvenuta misurazione. Estraete e leggete. Si capisce con immediatezza perche' consiglio un termometro digitale: l' errore di misurazione di questo temometro e' al massimo di 0.1°C; la sonda rettale flessibile permette al cane qualche movimento (quando introducete la sonda nell' ano). Non usate termometri di vetro o con sonda rigida. Un esame obbiettivo completera' poi una prima indagine e vi permettera' di comunicare via telefonica le prime importati informazioni al veterinario perche' possa trarre le considerazioni del caso.

1 flacone di soluzione fisiologica da 500 cc
E' un flacone in vetro chiuso da particolare tappo di materiale "gommoso" (elastomero) che permette di prelevare il liquido attraverso perforazione. Contiene una soluzione sterile di cloruro di sodio (sale da cucina) in acqua ad una concetrazione di soluto pari a quella contenuta dalle cellule del corpo dei mammiferi. Introdurre questo liquido nel organismo non apporta squilibri di tipo organico sulle cellule. La soluzione fisiologica viene somministrata per infusione endovenosa (da non provare) oppure per infusione sottocutanea (la quale si riversa poi nel circolo sanguigno. Viene utilizzata per mantenere a valori accetabili il volume circolante (il liquido che circola nelle vene ed arterie), somministrare lentamente farmaci, etc.
I veleni e le emorragie esterne ed interne, diminuiscono il volume cicolante in quanto i primi, rendendo permeabili vene ed arterie cosicche' l' acqua contenuta nel sangue si riversa nei tessuti (shok anafilattico), le seconde sottraggono il sangue stesso ai tessuti rendendoli asfittici (senza i globuli rossi che trasportano ossigeno i tessuti muoiono). Il liquido perfuso supplisce a quello che non si trova piu' in vene ed arterie. Usare della soluzione fisiologica in questi casi puo' essere utile per rendere stazionarie le codizioni del cane infortunato.

1 cestello per fisiologica
Il cestello per fisiologica e sostanzialmente una rete di plastica che permette di appendere la "flebo" per infusionarla. Il cestello, dopo averlo montato sul flacone della soluzione fisiologica, viene legato in una posizione piu' alta rispetto al cane a cui si applica l' ago della flebo. Vi consiglio di richiedere una spiegazione piu' dettagliata al veterinario.

1 deflussore per infusione (compreso almeno 1 o 2 aghi o farfalle per infusione sottocutanea di misure differenti)
E' un tubicino in gomma che raccorda un rubinetto, un gocciolatore ed un innesto per aghi. Il gocciolatore presenta all' apice opposto del tubicino, un' appendice affusolata che serve a penetrare l' elastomero del flacone della soluzione fisiologica e a far entrare nel deflussore il "liquido" per infusione.
La soluzione fisiologica percorre il tubucino alla velocita' dettata dal rubinetto e, attraverso l' ago viene inettata. Per "montare" il deflussore correntamente chiedere informazioni ad un sanitario.

N.B.
Anche se spiegati nel dettaglio, ogni tipo di manovra ed intervento citati, devono essere considerati solamente di approfondimento culturale. Sconsigliamo percio' di esercitare qualsiasi manovra di pronto soccorso se non capaci di operare su cani infortunati.