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La vita nel bosco se da un lato può
apparire entusiasmante e piena di fascino dall’altro riserva
dei piccoli inconvenienti che a volte possono essere pericolosi.
Non stò a raccontare le volte che sono finito al pronto
soccorso per aver preso rami negli occhi o zecche che si sono
attaccate sulla mia pelle o
punture di vespe e tafani prese in quantità industriale.
L’aspetto più emozionante sono stati i numerosi incontri con
il serpente più temuto “la vipera”. Inizialmente la vista
del rettile mi faceva sobbalzare e se avevo un bastone cercavo
in tutti i modi di ucciderla, poi un pò alla volta ho iniziato
ad osservare più attentamente questo misterioso animale al
quale dedico questo capitolo della mia relazione.
Il
dato più importante che mi ha indotto ad interessarmi della
vipera è stato l’aumento della popolazione registrato negli
ultimi due anni.
La
specie presente nella zona appartiene al genere vipera aspis
dove sono state osservate due distinte colorazioni e vari
ornamenti. Entrambi i sessi possono essere grigi o rossastri,
sul capo (eccezionalmente immacolato) sono di solito presenti
macchie scure di forma e dimensione variabilissima, che
interessano soprattutto le regioni nucale
e latero-posteriore tra l’occhio e la commessura della
bocca. Il dorso è interessato da macchie
scure di larghezza molto variabile disposte in barre
trasversali a zig-zag in una fascia longitudinale medio-dorsale
generalmente a guisa di cerchio. Le femmine quanto a caratteri
sessuali secondari si riconoscono dai maschi perché hanno la
coda più corta (di solito 1/9 della lunghezza totale) ed hanno
una colorazione meno brillante, una livrea meno marcata e il
ventre in genere grigio biancastro o biancorosato, pigmentato di
scuro. Nei maschi le parti inferiori sono in genere più scure,
talvolta quasi completamente nere. La colorazione è legata a
fattori genetici e agenetici (Silvio Bruno in vipere d’Italia
e d’Europa ed. edagricole). I dati raccolti ovviamente sono
stati ricavati da alcune catture effettuate nelle adiacenze
dell’osservatorio dove ho censito in circa un ettaro di bosco
circostante all’appostamento tre femmine adulte (che a
differenza dei maschi sono prevalentemente sedentarie), due
maschi adulti e sei piccoli. La maturità sessuale è di regola
raggiunta a 4- 1/2. La prima gestazione si verifica tra il VI°
e il VII° anno di vita, la femmina riproduttiva, come sopra
accennato, è molto sedentaria
e svolge le sue attività esclusivamente in limitate aree
caratterizzate da sub-strati preferenziali
che le assicurano una temperatura ottimale o comunque mai
prossima a quella critica in caso di deficit termico. Il numero
medio dei neonati varia da 6 a 8 ed hanno una lunghezza di 12-22 cm circa, nascono tra
la metà di agosto e la fine di settembre primi di ottobre in
base alle caratteristiche bioclimatiche
degli habitat. I neonati perfettamente autosufficienti,
con apparato velenifero funzionale, sono in grado di inoculare 1
mg di veleno circa. Generalmente i piccoli o rimangono
nell’area ove sono venuti alla luce o si spostano, subito
dopo, dopo qualche
giorno o in primavera, di 60 – 280 mt dal luogo del parto. La
vipera aspis è normalmente stazionaria e individuale e ogni
esemplare sembra usufruire di uno spazio vitale che varia in
media da 2 a 90 mq. (di regola 30 mq. per un maschio adulto e 18
mq. per una femmina adulta) secondo fattori intraspecifici,
ecologici e sessuali. E’ possibile sorprendere anche 5 – 7
adulti su 11 – 15 mq. di terreno sebbene, più comunemente in
60 ettari, la densita è di 1 adulto ogni 20 – 30 mq. (5
adulti per ettaro). La v.aspis nei periodi della sua attività
annuale sembra utilizzare nel proprio spazio vitale le zone
fresche ed umide in estate e quelle relativamente secche in
primavera e in autunno. I maschi sono molto più erratici delle
femmine soprattutto nel periodo della riproduzione quando
possono allontanarsi anche di 800/900 mt. dal loro spazio
vitale. Il ciclo sessuale delle femmine è in media triennale,
anche se una delle femmine adulte che ho censito negli ultimi
due anni probabilmente ha partorito due volte, la prima nel
settembre 2000 dove sono riuscito a vedere solo un neonato e
credo anche quest’anno il 02.10.2001 quando l’ho vista (solo per pochi secondi) acciambellata sopra un cespuglio di
corbezzolo ad una altezza da terra di circa 120 cm dove ritengo
si stava preparando per il parto. La vipera aspis vive in media
8-9 anni in natura e arriva
a 25 anni in cattività.
La
vita latente, per la popolazione che vive nella macchia
dell’Argentiera, termina in genere tra la fine di febbraio e
l’inizio di marzo. I maschi escono dalle celle di svernamento
in media 15 gg. prima delle femmine riproduttive. La temperatura
dell’aria non è importante, mentre quella del sub-strato deve
essere di 25-27 °C per
permettere alle vipere di stare all’aperto. I maschi in questo
periodo, sono molto stazionari e la loro unica attività è la
ricerca dei sub strati preferenziali ( chiari occupati da foglie
secche e circondati da bassa vegetazione, ceppi, tronchi
abbattuti, terreno ricoperto di muschio ecc.) ove
termoregolamentarsi da soli o in gruppo. Quando la temperatura,
oltre ad aumentare, tende a stabilizzarsi , le femmine
riproduttive incominciano a comparire all’aperto e si
comportano come i maschi. Di regola i maschi abbandonano le
celle di latenza nel giro di 10-15 gg., mentre l’uscita delle
femmine si svolge nell’arco di 30 gg. Con l’apparizione
delle femmine riproduttive ha inizio l’attività sessuale,
la ricerca del partner ha luogo subito dopo la
termoregolazione. Il primo contatto è visivo e se entrambi gli
esemplari si riconoscono di sesso maschile possono talvolta
ingaggiare un combattimento rituale. Il maschio riconosce la
femmina da specifici stimoli dermici che capta con l’olfatto.
Dopo aver stabilito un contatto fisico con la femmina il maschio
scivola irregolarmente, con scosse più o meno violente del
corpo, sul dorso della femmina. Il maschio per prima cosa
localizza la testa della femmina, poi
distende il suo corpo a mo di zig- zag su quello della
partner e con
movimenti ondulatori del corpo e della coda invita la femmina a
prendere la posizione di copula. L’intera fase
dell’accoppiamento si svolge di regola nella tarda mattinata
nell’arco di due - tre ore. In seguito la femmina potrà
accoppiarsi anche con altri maschi
e un ennessimo amplesso avrà luogo in autunno se le
caratteristiche bioclimatiche dell’habitat lo permettono.
La
fase latente ha inizio di regola verso la fine di ottobre primi
di novembre.
Ho
iniziato questo argomento parlando dell’aumento della vipera
aspis nella zona oggetto di studio ed in particolare
all’interno dell’area boscata dell’Argentiera. I motivi, a
mio avviso, sono da ricercarsi nel notevole aumento della
popolazione di piccoli roditori
(topo selvatico). E’ noto infatti che la dieta della
v.aspis è composta dal 70% di piccoli roditori e dal 30% di
sauri, l’aumento dei roditori è stata probabilmente causata
dall’abbondanza di cibo introdotto dall’uomo (grano e mais)
per alimentare i cinghiali durante l’intero arco dell’anno,
per impedire a questi ultimi di arrecare danno alle colture,
soprattutto nel periodo primaverile ed estivo.
Il
rapporto che ho stabilito con le
vipere che vivono vicino al mio appostamento nel corso di
questi due anni, è
molto cambiato, le dicerie e la paura
che avevo nei confronti di questo animale era legato ad
una profonda ignoranza che ho sanato con lo studio ed in
particolare con l’osservazione
e la vita che passo all’interno del bosco. Non voglio
fare del buonismo gratuito, ma l’unica paura che mi procurano
le vipere è rivolta solo ed esclusivamente nei confronti del
mio cane che mi accompagna durante le mie escursioni nella
macchia dell’Argentiera.
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