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Le vipere dell’Argentiera di Luca Bececco


 La vita nel bosco se da un lato può apparire entusiasmante e piena di fascino dall’altro riserva dei piccoli inconvenienti che a volte possono essere pericolosi. Non stò a raccontare le volte che sono finito al pronto soccorso per aver preso rami negli occhi o zecche che si sono attaccate sulla mia pelle o  punture di vespe e tafani prese in quantità industriale. L’aspetto più emozionante sono stati i numerosi incontri con il serpente più temuto “la vipera”. Inizialmente la vista del rettile mi faceva sobbalzare e se avevo un bastone cercavo in tutti i modi di ucciderla, poi un pò alla volta ho iniziato ad osservare più attentamente questo misterioso animale al quale dedico questo capitolo della mia relazione. 
 Il dato più importante che mi ha indotto ad interessarmi della vipera è stato l’aumento della popolazione registrato negli ultimi due anni.   
 La specie presente nella zona appartiene al genere vipera aspis dove sono state osservate due distinte colorazioni e vari ornamenti. Entrambi i sessi possono essere grigi o rossastri, sul capo (eccezionalmente immacolato) sono di solito presenti macchie scure di forma e dimensione variabilissima, che interessano soprattutto le regioni nucale  e latero-posteriore tra l’occhio e la commessura della bocca. Il dorso è interessato da macchie  scure di larghezza molto variabile disposte in barre trasversali a zig-zag in una fascia longitudinale medio-dorsale generalmente a guisa di cerchio. Le femmine quanto a caratteri sessuali secondari si riconoscono dai maschi perché hanno la coda più corta (di solito 1/9 della lunghezza totale) ed hanno una colorazione meno brillante, una livrea meno marcata e il ventre in genere grigio biancastro o biancorosato, pigmentato di scuro. Nei maschi le parti inferiori sono in genere più scure, talvolta quasi completamente nere. La colorazione è legata a fattori genetici e agenetici (Silvio Bruno in vipere d’Italia e d’Europa ed. edagricole). I dati raccolti ovviamente sono stati ricavati da alcune catture effettuate nelle adiacenze dell’osservatorio dove ho censito in circa un ettaro di bosco circostante all’appostamento tre femmine adulte (che a differenza dei maschi sono prevalentemente sedentarie), due maschi adulti e sei piccoli. La maturità sessuale è di regola raggiunta a 4- 1/2. La prima gestazione si verifica tra il VI° e il VII° anno di vita, la femmina riproduttiva, come sopra accennato, è molto sedentaria  e svolge le sue attività esclusivamente in limitate aree caratterizzate da sub-strati  preferenziali che le assicurano una temperatura ottimale o comunque mai prossima a quella critica in caso di deficit termico. Il numero medio dei neonati varia da  6 a 8 ed hanno una lunghezza di 12-22 cm circa, nascono tra la metà di agosto e la fine di settembre primi di ottobre in base alle caratteristiche bioclimatiche  degli habitat. I neonati perfettamente autosufficienti, con apparato velenifero funzionale, sono in grado di inoculare 1 mg di veleno circa. Generalmente i piccoli o rimangono nell’area ove sono venuti alla luce o si spostano, subito dopo,  dopo qualche giorno o in primavera, di 60 – 280 mt dal luogo del parto. La vipera aspis è normalmente stazionaria e individuale e ogni esemplare sembra usufruire di uno spazio vitale che varia in media da 2 a 90 mq. (di regola 30 mq. per un maschio adulto e 18 mq. per una femmina adulta) secondo fattori intraspecifici, ecologici e sessuali. E’ possibile sorprendere anche 5 – 7 adulti su 11 – 15 mq. di terreno sebbene, più comunemente in 60 ettari, la densita è di 1 adulto ogni 20 – 30 mq. (5 adulti per ettaro). La v.aspis nei periodi della sua attività annuale sembra utilizzare nel proprio spazio vitale le zone fresche ed umide in estate e quelle relativamente secche in primavera e in autunno. I maschi sono molto più erratici delle femmine soprattutto nel periodo della riproduzione quando possono allontanarsi anche di 800/900 mt. dal loro spazio vitale. Il ciclo sessuale delle femmine è in media triennale, anche se una delle femmine adulte che ho censito negli ultimi due anni probabilmente ha partorito due volte, la prima nel settembre 2000 dove sono riuscito a vedere solo un neonato e credo anche quest’anno il 02.10.2001 quando l’ho vista  (solo per pochi secondi) acciambellata sopra un cespuglio di corbezzolo ad una altezza da terra di circa 120 cm dove ritengo si stava preparando per il parto. La vipera aspis vive in media 8-9 anni in natura e arriva  a 25 anni in cattività.   

La vita latente, per la popolazione che vive nella macchia dell’Argentiera, termina in genere tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. I maschi escono dalle celle di svernamento in media 15 gg. prima delle femmine riproduttive. La temperatura dell’aria non è importante, mentre quella del sub-strato deve essere di 25-27 °C  per permettere alle vipere di stare all’aperto. I maschi in questo periodo, sono molto stazionari e la loro unica attività è la ricerca dei sub strati preferenziali ( chiari occupati da foglie secche e circondati da bassa vegetazione, ceppi, tronchi abbattuti, terreno ricoperto di muschio ecc.) ove termoregolamentarsi da soli o in gruppo. Quando la temperatura, oltre ad aumentare, tende a stabilizzarsi , le femmine riproduttive incominciano a comparire all’aperto e si comportano come i maschi. Di regola i maschi abbandonano le celle di latenza nel giro di 10-15 gg., mentre l’uscita delle femmine si svolge nell’arco di 30 gg. Con l’apparizione delle femmine riproduttive ha inizio l’attività sessuale,  la ricerca del partner ha luogo subito dopo la termoregolazione. Il primo contatto è visivo e se entrambi gli esemplari si riconoscono di sesso maschile possono talvolta ingaggiare un combattimento rituale. Il maschio riconosce la femmina da specifici stimoli dermici che capta con l’olfatto. Dopo aver stabilito un contatto fisico con la femmina il maschio scivola irregolarmente, con scosse più o meno violente del corpo, sul dorso della femmina. Il maschio per prima cosa localizza la testa della femmina, poi  distende il suo corpo a mo di zig- zag su quello della partner  e con movimenti ondulatori del corpo e della coda invita la femmina a prendere la posizione di copula. L’intera fase dell’accoppiamento si svolge di regola nella tarda mattinata nell’arco di due - tre ore. In seguito la femmina potrà accoppiarsi anche con altri maschi  e un ennessimo amplesso avrà luogo in autunno se le caratteristiche bioclimatiche dell’habitat lo permettono.  

La fase latente ha inizio di regola verso la fine di ottobre primi di novembre.  

Ho iniziato questo argomento parlando dell’aumento della vipera aspis nella zona oggetto di studio ed in particolare all’interno dell’area boscata dell’Argentiera. I motivi, a mio avviso, sono da ricercarsi nel notevole aumento della popolazione di piccoli roditori  (topo selvatico). E’ noto infatti che la dieta della v.aspis è composta dal 70% di piccoli roditori e dal 30% di sauri, l’aumento dei roditori è stata probabilmente causata dall’abbondanza di cibo introdotto dall’uomo (grano e mais) per alimentare i cinghiali durante l’intero arco dell’anno, per impedire a questi ultimi di arrecare danno alle colture, soprattutto nel periodo primaverile ed estivo. 

Il rapporto che ho stabilito con le  vipere che vivono vicino al mio appostamento nel corso di questi due anni,  è molto cambiato, le dicerie e la paura  che avevo nei confronti di questo animale era legato ad una profonda ignoranza che ho sanato con lo studio ed in particolare con l’osservazione  e la vita che passo all’interno del bosco. Non voglio fare del buonismo gratuito, ma l’unica paura che mi procurano le vipere è rivolta solo ed esclusivamente nei confronti del mio cane che mi accompagna durante le mie escursioni nella macchia dell’Argentiera.