Sostenere
ed estendere un accordo per il “buon governo” del
territorio, con l’appoggio di Federparchi e Legambiente,
finalizzato ad armonizzare il rapporto tra caccia, ambiente e
agricoltura.
Questo l’impegno assunto stamane nel corso dell’apertura
dei lavori dell’VIII Congresso Nazionale ARCI CACCIA e del
III Congresso Nazionale del CSAA che si chiuderà domenica 7
luglio a Vico Equense (NA).
Una assise che per volontà degli organizzatori è stata
dedicata alla memoria di Carlo Fermariello, fondatore
dell’ARCI CACCIA.
“La
caccia e la gestione del territorio ai fini faunistici possono
inserirsi mantenendo le loro caratteristiche di promozione
sociale ed ambientale nel ciclo produttivo di qualità
dell’impresa agricola – ha spiegato Marco Ciarafoni,
presidente uscente del CSAA, il braccio sportivo di ARCI
CACCIA -. Per questo crediamo che il territorio rurale possa
divenire un contenitore multifunzionale per una pluralità di
attività, soggetti e prodotti, a partire dall’agricoltura,
il commercio, la piccola industria, la caccia e la gestione
del territorio”.
Dopo
aver ribadito l’impegno a mantenere il carattere sociale e
popolare di una caccia che sia sempre più ecocompatibile,
Ciarafoni ha sottolineato quella che a suo avviso è una
priorità assoluta.
“Sentiamo la necessità di combattere e battere ogni forma
di privatizzazione venatoria a sfondo consumistico - ha
spiegato - per rafforzare la cultura di una caccia con due
principali baluardi: la sua compatibilità, scientificamente
valutata e “testata”, con l’ambiente in cui si svolge, e
la funzione popolare e sociale tipica della caccia italiana.
Insomma, anche per i cacciatori, in Italia, si prospetta una
battaglia a difesa del “loro” articolo 18, che nella
fattispecie è la difesa dell’articolo 842 del c.c., che la
cultura politica di destra vorrebbe abolire proprio per
ricondurre la caccia nei limiti del business privato”.
Nel
pomeriggio è invece prevista una tavola rotonda dal titolo
“2002. Le ragioni della caccia nelle province”
L’incontro, che sarà
moderato dal senatore Roberto Maffioletti ed introdotto da
Massimo Logi, coordinatore della Conferenza dei Presidenti
regionali dell’Arci Caccia, costituirà l’occasione, a
dieci anni dall’approvazione delle legge 157/92 sulla
riforma della caccia, di conoscere il parere di autorevoli
protagonisti su “promossi e bocciati” tra quanti nelle
Province e nelle Regioni hanno lavorato, per loro compito
istituzionale, alla piena applicazione della normativa.
Particolarmente atteso è il punto sullo stato dell’arte
affidato a Logi, alla vigilia del trasferimento dei poteri
alle Regioni in virtù della legge sul federalismo e delle
relative prospettive per il futuro della caccia.