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COMUNICATO STAMPA




Più di mille delegati e invitati affolleranno la sala “Ambra” dell’hotel Oriente di Vico Equense dove il 5-6-7 luglio si svolgeranno l’VIII Congresso nazionale dell’ARCI CACCIA  e il III Congresso Nazionale del CSAA, il braccio sportivo dell’Associazione venatoria che si articola in Leghe di specialità che raccolgono decine di migliaia di appassionati di micologia, speleologia, caccia fotografica, raccolta di tartufi, tiro a volo, tiro con l’arco, cinofilia, falconeria, trekking e altre attività del Cammina Verde. Tutte attività che si incorporano e arricchiscono l’attività primaria dell’ARCI CACCIA di tutela, promozione e crescita culturale dei cacciatori per il mantenimento del carattere sociale e popolare di una caccia sempre più rigorosamente eco-compatibile, di riproduzione di fauna autoctona e ambiente e di lotta al randagismo, di valorizzazione e rilancio della tipica ruralità della nostra Campagna, di protezione Civile e di sostegno e diffusione del Volontariato, di sviluppo di alleanze per una gestione oculata e aziendale del territorio venatorio in modo che cacciatori, agricoltori, ambientalisti e istituzioni insieme all’habitat e alla riproduzione di selvaggina autoctona possano garantire, come è giusto che sia, anche un reddito aggiuntivo all’impresa agricola che, non va dimenticato, impiega nella gestione territoriale proprietà, capitali e lavoro.

Sarà Marco Ciarafoni, Presidente uscente del CSAA, ad aprire i lavori del Congresso di Vico Equense con una relazione che offrirà ai congressisti i più ampi spunti per una discussione franca, e rigorosa,  sull’inevitabile ecocompatibilità della caccia del futuro e sull’altrettanto inevitabile necessità di combattere e battere ogni forma di privatizzazione venatoria a sfondo consumistico per rafforzare la cultura di una caccia con due principali baluardi: la sua compatibilità, scientificamente valutata e “testata”, con l’ambiente in cui si svolge e la funzione popolare e sociale tipica della caccia italiana. Insomma anche per i cacciatori, in Italia, si prospetta una battaglia a difesa del “loro” art. 18 che nella fattispecie è la difesa dell’art. 842 del c.c. che la cultura politica di destra vorrebbe abolire proprio per ricondurre la caccia nei limiti di un grande business privato.

Una particolare attenzione la relazione di Marco Ciarafoni riserverà anche all’aspetto sportivo dell’attività dei cacciatori per la quale la nascita della FIDASC, e il suo riconoscimento da parte del CONI, rappresentano un momento determinante oltreché una bella vittoria per chi, come l’ARCI CACCIA ma non solo, si è tanto battuto perché si affermasse come casa sportiva di tutti.

Il dibattito congressuale si concluderà domenica mattina .

 

Per l’ufficio stampa

Arianna Gasparini

 

 

Roma 2 luglio 2002