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CLUB ITALIANO DEL COLOMBACCIO
&
PROGETTO COLOMBACCIO


In occasione di questo primo numero del “VOLANTINO”, l’amico Luca mi ha sollecitato a scrivere qualche notizia a proposito dell’attività di ricerca denominata “Progetto Colombaccio”; ben volentieri accetto questo invito e, nel modo più sintetico possibile, evidenzio le finalità della stagionale indagine che già da sei anni, assieme a numerosi cacciatori, riusciamo a produrre.

Progetto Colombaccio nasce nel 1996 nella sola Romagna; contraddistinta da un spirito di puro volontariato, sia a livello di rilevazioni sia per la successiva elaborazione, la stagionale indagine può oggi contare sulla preziosa collaborazione di oltre 110 cacciatori che, compilando giornalmente apposite schede relazionano sul “passo” autunnale del colombaccio da ben 15 Regioni.

I dati raccolti permettono di monitorare:

a) condizioni meteo;

b) numero dei cacciatori presenti giornalmente agli appostamenti;

c) orari di avvistamento;

d) “stima” del numero dei colombacci avvistati di passo;

e) numero degli avvistamenti dei singoli “voli”, intendendo per “volo” sia un singolo soggetto, sia un intero branco in migrazione;

f) numero dei soggetti catturati;

g) classi d’età dei soggetti catturati;

h) classi di volo ( composizione numerica dei vari voli);

i) presenze di altri migratori (in particolare tordi, fringuelli e falchi).

La “montagna” di informazioni ricevute consente, fra l’altro, di raffrontare nel corso degli anni gli indici medi stagionali e giornalieri del passo; sarà una puntuale continuità della ricerca, nel medio termine, a permetter di seguire con attenzione lo stato di “buona salute” del migratore alato che tanto ci appassiona.

Le persone che hanno a cura il proprio destino sanno assumere atteggiamenti responsabili; ecco perché, in occasione di questo primo “foglio informativo” del Club Italiano del Colombaccio, preme esprimere un caloroso plauso ed un sincero grazie nei confronti dei

cacciatori tradizionali che, mostrando matura sensibilità, hanno aderito con entusiasmo all’indagine proposta.

Occorrerebbe citare i nomi di tutti i collaboratori... mi limito, più semplicemente, a quello di Piero Lungherini che con competenza ed amicizia, di anno in anno, mi è particolarmente vicino.

Circa il rapporto che lega Progetto Colombaccio al Club Italiano...piace evidenziare che è sorto in modo del tutto spontaneo, essendo numerosi soci del Club, di fatto, anche collaboratori della stagionale indagine.

A proposito della nascita del Club Italiano è stato ripetutamente segnalato quanto siano importanti le tradizioni: come non condividere tali considerazioni?

Conoscere le origini del proprio modo d’essere è fondamentale; nel nostro specifico caso, documenti alla mano, possiamo far riferimento ad antiche tecniche di caccia al colombaccio, praticate nei Monti Lattari, vicino Cava dè Tirreni (Salerno), che vantano dieci secoli di storia e forse più...

La passione che tanto ci contraddistingue trova così legittimazione in antiche consuetudini venatorie, ma anche nel nuovo modo individuato dai cacciatori tradizionali per dare prospettiva alle proprie aspettative; è con un romantico sguardo al passato, ma uno ancora più intenso rivolto al futuro, che gli amici “colombacciai” sapranno, ne sono certo, tramandare un “arte di vivere” degna del rispetto di tutti...cacciatori e non.

 

Buon ottobre a tutti. 

                                                                                       Rinaldo Bucchi