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Le razze riconosciute dalla FCI (Federazione Cinologica
Internazionale) sono oramai quasi 350. Purtroppo, più il numero
di razze aumenta, più sembra indebolirsi il concetto di razza.
Ogni anno vengono riconosciute nuove razze che si distinguono
dai progenitori solo per pochi dettagli. La popolazione totale
dei cani di razza è aumentata. Il tutto è dovuto a un numero
sempre più elevato di razze e non a un aumento del numero dei
soggetti iscritti alle razze pre-esistenti. Più le razze sono
costituite da un piccolo numero di soggetti più risulta
difficile la selezione per rafforzare i geni dominanti dei
caratteri di quella razza.
Questo
fatto e’ da tenere in considerazione quando in una una
popolazione esistono tare di tipo ereditario. Anche se molte
razze hanno soggetti in paesi diversi e lontani, nella maggior
parte dei casi provengono dalle stesse linee di sangue.
Questo discorso vale per tutte le razze ma si e’ riscontrato
in maggior maniera nei cani da caccia. L’utilizzo di una razza
per una specifica funzione ( es. caccia) ed il suo legame con il
territorio, costituiscono le principali "forze" che
modellano la progenie ed evitano l'insorgenza di tare.
Attualmente, questa selezione naturale non esiste più per molte
razze da caccia e deve essere sostituita dalla selezione. Alcuni
criteri di selezione sono stati messi nel dimenticatoio e
dovrebbero essere ripresi per l'importanza che svolgono da un
punto di vista sanitario (es. capacita’ immunitaria). La
rusticità ne e’ un esempio. L’alimentazione
"bilanciata" dei campioni odierni non ha niente a che
fare colla scodella di pane e rifiuti del pasto dell’uomo di
vent’anni fa. La rpgenie di questo campione sara' piu
"delicata di stomaco". Un’altro esempio e’ la
longevita’.
Un'altro fattore da non sottovalutare e' che nessuno piu' si
preoccupa di quanto i campioni sopravvivano dopo la loro
carriera da "libretto di lavoro" e se ciò avviene
senza particolari problemi sanitari.
Anche caratteristiche morfologiche non conformi alla razza
vengono talvolta prese in considerazione per iniziare a
selezionare una nuova varietà, tanto che è possibile affermare
che esistono più varietà evolute in razze che razze vere e
proprie. Un esempio sono la diversita’ di "taglia"
di Setter inglese presenti anche in una sola provincia italiana.
In effetti, la parola "razza" è diventata sempre più
ambigua.
Quindi posso parlare di una dicotomia tra animali selezionati
per i concorsi di bellezza ed animali selezionati per il lavoro.
Gli Inglesi hanno dal canto loro già da tempo separato il
concetto di utilizzo e di conformità allo standard di una
determinata razza (vedi setter, pointer e springer). Un cane da
lavoro può non corrispondere in maniera completa allo standard
di razza, ma conservare alcune caratteristiche di performance
che lo rendono estremamente ricercato (riduzione della taglia ai
minimi consentiti dagli standardper un miglior movimento e
freschezza sul campo gara). È certo che la nozione di razza si
sta sempre più indebolendo. In pratica, sembra che oggi le
razze dipendano essenzialmente dal mercato, cioè dalle tendenze
del mercato che a volte durano periodi limitati. In effetti
i cani da ferma troppo "leggeri" vengono ormai
considerati non piu’ in voga.
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