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Specie cacciabili


 

Le specie cacciabili attualmente sono:

Allodola (Alauda arvensis); coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus); lepre comune (Lepus europaeus); merlo (Turdus merula), quaglia (Coturnix coturnix); starna (Perdix perdix); tortora (Streptopeia turtur); coturnice (Alectoris graeca); alzavola (Anas crecca); beccaccia (Scolopax rusticola); beccaccino (Gallinago gallinago); canapiglia (Anas strepera); cesena (Turdus pilaris); codone (Anas acuta); colombaccio (Columba palumbus); cornacchia grigia (Corvus corone cornix); cornacchia nera (Corvus corone); fagiano (Phasianus colchicus); fischione (Anas penepole); folaga (Fulica atra); frullino (Lymnocryptes minimus); combattente (Philomachus pugnax); gallinella d’acqua (Gallinula chloropus); gazza (Pica pica); germano reale (Anas platyrhynchos); ghiandaia (Garrulus glandarius); marzaiola (Anas querquedula); mestolone (Anas clypeata); moretta (Aythya fuligula); moriglione (Aythya ferina); pavoncella (Vanellus vanellus); porciglione (Rallus acquaticus); tordo bottaccio (Turdus philomelos); tordo sassello (Turdus iliacus); volpe (Vulpes vulpes); colino della virginia (Colinus virginianus); pernice rossa (Alectoris rufa); pernice sarda (Alectoris barbara); minilepre (Silvilagus floridamus); pernice bianca (Lagopus mutus); fagiano di monte (Tetrao tetrix); camoscio alpino (Rupicapra rupicapra); capriolo (Capreolus capreolus); cervo (Cervus elaphus); daino (Dama dama); muflone (Ovis musimon); lepre bianca (Lepus timidus); cinghiale (Sus scrofa), di cui 37 uccelli e 11 mammiferi.  


Tale elenco può essere integrato, per individuate ragioni (tutela delle colture agricole, sicurezza aerea, sanitari etc.), attraverso l’utilizzazione delle deroghe previste dalla direttiva comunitaria 409/79. Il Parlamento, a tal fine, dovrà approvare una norma che assegni in materia piena podestà alle Regioni.  

 

La stagione venatoria si apre la terza domenica di settembre e chiude definitivamente il 31 gennaio. Apertura e chiusura sono articolate per le singole specie.  

 

Il legislatore ha previsto la possibilità che le Regioni concedano, per determinate specie, previo parere dell’INFS, l’anticipo della stagione venatoria al 1º settembre, purché di quella specie non venga alterato l’arco temporale massimo di caccia già previsto e siano stati predisposti adeguati piani faunistico venatori.

 

Le Regioni possono derogare anche la regolamentazione della caccia alla selvaggina migratoria da appostamento nei periodi intercorrenti tra il 1º ottobre e il 30 novembre e possono prevedere forme di mobilità programmata alla stessa selvaggina durante l’intero arco della stagione di caccia.


Per il carniere e le altre disposizioni il cacciatore dovrà seguire rigorosamente le indicazioni del calendario venatorio regionale e le eventuali indicazioni delle Province.